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lunedì 2 febbraio 2015

Gennaio 2015

E così, senza nemmeno prendere una boccata d'aria, il nuovo anno riparte così come era finito il vecchio: chilometri, chilometri, chilometri.

Il coach, dopo l'ottima prova nella mezza ha deciso che è ora di dare un bell'incremento di cavalli al motore, e che c'è di meglio se non fare tanti chilometri di qualità?

Tante sveglie alle 4:00 AM e anche prima. Tanti chilometri al freddo e sotto pioggia e vento battenti.

Alla fine mi sto assuefacendo alla fatica, e infatti sabato 31 ho chiuso il mese correndo 50' che dovevano essere defaticanti: sono andati senza pensieri a 4'30". Forse c'è qualche cosa che sta migliorando.

In più sto trovando piacere nel correre la domenica su distanze oltre i 21 Km a un passo sempre intorno ai 4'33".

Se queste sono le premesse devo dire che per Marzo dovrei arrivare davvero in forma per la Mezza maratona di Oristano,

Intanto ho chiuso Gennaio con 289 Km corsi facendo sole 4 uscite settimanali, nemmeno stessi preparando la maratona.

La cosa grave è che ho iniziato Febbraio correndo 28 Km a 4'42" e la cosa non mi è dispiaciuta per nulla.

In più mi sta venendo una strana tentazione: correre la maratona di Cagliari il 12 Aprile, praticamente con pochissima preparazione specifica.

Che brutti pensieri affollano la mia testa.

Buona Corsa!

lunedì 31 marzo 2014

Marzo 2014


E anche Marzo è finito.


Si è concluso il mese più duro dell'anno e anche quello più carico di soddisfazioni.

Ho corso circa 280 Km (276 per la precisione), ho portato a termine la mia prima maratona con un tempo sognato ma insperato dopo le ultime tribolate settimane di preparazione, e ora è entrata in circolo una sostanza devastante: VogliaDiMaratona.

Per assurdo ho trovato più divertente preparare un maratona che le tante mezze maratone passate. Ho scoperto di adorare il fatto di stare più di due ore sulle gambe; mi piace l'idea di correre una gara che per me duri più di tre ore, e soprattutto mi piace l'idea di correre con un fiume di persone, che in realtà sono dei pazzi scatenati. Si, perché correre per 42 Km non è una cosa da sani di mente.

Si rischia di soffrire tantissimo, si rischia di soffrire anche dopo la gara, si rischia di soffrire durante la gara perché vedi mesi di duro lavoro finire nel cesso.

Eppure io ho adorato la maratona, e se non fosse per il fatto che vivendo in Sardegna, correre la maratona è molto dispendioso dal punto di vista monetario, starei già pensando di farne un'altra a Maggio, magari quella di Trieste.

Ora invece, per contenere i costi, mi dedicherò alle ultime mezze maratone di primavera:
Il campionato italiano che si svolgerà a Chia, che farò solo perché è la prima volta che si fa un campionato in Sardegna, e poi a fine maggio la mezza di Pula, dove cercherò di abbattere il personale. Sognerei un under 90 minuti, ma credo sia ancora troppo presto per ambire a simili traguardi.

Buona Corsa!

mercoledì 26 marzo 2014

La mia maratona di Roma 2014

Prologo: Chi segue questo blog sa quanta fatica e quanto sudore mi è costato preparare questa maratona. Sono passati tantissimi chilometri sotto le mie scarpe. Sono state tante le ore di sonno perso, dovute a sveglie mattutine a orari improponibili. Sono stati tanti i consigli e le correzioni profuse dal mio coach. L'ultima in ordine di tempo è stata sul target: non correre più veloce di 5' a Km. E partendo da qui si dipana la storia della mia prima maratona: Roma 2014!

Capitolo 1: La sera prima - Sono le 21 di sabato, il bimbo mangia al seno di mia moglie, e io come un malato mentale, rifaccio lo zaino gara per almeno 3 volte: GPS, pantaloncini, canotta termica, canotta, manicotti, berretto, integratori, miele... disfo, forse ho dimenticato qualche cosa... GPS, pantaloncini, canotta termica, canotta, manicotti, berretto, integratori, miele, cardio... ricontrolliamo... GPS, pantaloncini, canotta termica, canotta, manicotti, berretto, integratori, miele, cardio, pettorale. Forse c'è tutto. A nanna. Il figlio si addormenta alle 22 e io poco dopo crollo nel mondo di morfeo; se non fosse che alle 3.00 mi sveglio, per poi riprendere sonno solo alle 4:40. Nel mentre, vado in bagno, penso ai dictat del coach, alla fatica accumulata da turista per le vie di Roma, e penso che potrei morire ben prima del 36° Km. Alle 5:45 mi alzo definitivamente. Colazione, ancora in bagno, vestizione, baci a tutti i familiari e via a prendere la metro.

Capitolo 2: Un fiume umano - Scendo in metro alle 7:00 convinto di essere da solo. Invece già da Ottaviano siamo un fiume di zainetti rossi e neri che si reca come un corpo unico verso una destinazione ben determinata, ma che non sa quante di queste sue membra manterrà vive a fine mattinata. A Termini si cambia, direzione Laurentina. Il corpo continua a crescere. Siamo un fiume in piena che solo la fermata dei Fori Imperiali, permette di far defluire. Arriviamo in zona Colosseo che sta piovendo, una pioggerellina leggera, che ci tiene svegli, nel caso l'adrenalina non bastasse. A questo punto il corpo unico si divide in tutte le sue 19000 parti, tutti a vestirsi, indossare pettorali, scaricare i bagagli e via alle gabbie, e se occorre, ancora un po' in bagno.

Capitolo 3: Ready to go - Siamo in gabbia, e come i grandi felini che ho visto allo zoo, siamo tutti affetti da stereotipie. Chi chiacchiera compulsivamente, chi saltella sul posto per scaldarsi dal freddo, chi è assorto in altri pensieri. Io sono emozionato, ho paura, soprattutto che il mio intestino voglia tirarmi il solito tiro mancino. Cerco di svuotarmi di ogni elemento non necessario all'impresa. Cosa che non credevo possibile, da sotto i pantaloncini, mentre sono in piedi in mezzo ad altre 19000 persone, faccio la pipì. Guardo il cardio. Pur essendo perfettamente immobile, i battiti sono intorno ai 96 bpm. Si, mi sto proprio cagando sotto dalla paura. Intorno a me una folla di eroi. Sono venuti da tutto il mondo. C'è lo svedese con le piume giallo blu in testa. Ci sono gli ammerrigani. Ci sono gli asiatici. Non mancano anche francesi e tedeschi. E' un grandissimo meltin pot.

Capitolo 4: Partenza via - Sono in ultima gabbia. Sento lo speaker che ci avvisa che stiamo per partire... Si cammina per 300 m, forse 450. Solo dopo quasi 4 minuti riesco ad arrivare sotto la linea di partenza. Ricordo i consigli preziosi di Giuseppe, il coach: "Usa i gomiti, usa le vie di fuga, spingi se serve, ma resta sempre calmo. Una scarica adrenergica ora potrebbe voler dire non avere il glicogeno necessario per finire la gara". E così faccio: mi infilo in ogni spazio fra i vari concorrenti; do involontariamente qualche botta che mi frutta qualche insulto (credo anche meritato); quando non riesco a superare da un lato, rallento, torno indietro di un passo e riprovo dall'altro lato. Finisco il 1° Km in 5'31" secondo il garmin; in relatà misurando con i cartelli del chilometraggio finirò in 5'45". L'obiettivo ora sono le prime due frazioni da 5 Km, entro il 10° devo garantirmi di essere a 5' Km reali. Al 5° Km passo con un gap di 38" sui 25' previsti, e al 10° Km il gap si è ridotto a 7". Il vero problema è che quando passo al 10° Km il garmin dice che ho già percorso 10300 metri. Di questo passo, penso, finirò la maratona con un rilevamento di 43200 metri.

Capitolo 5: A regime - Ora sono al 12° Km e per la prima volta la media reale non quella segnata dal Garmin, è di poco sotto i 5' a Km. Le gambe vanno bene, sono costante. Sembra di essere appena partiti. Solo un lungo riscaldamento. Adesso il gruppo non è sgranato nel senso stretto del termine, ma comunque persone che vadano a un passo molto differente dal mio non ne trovo. Per cui ora si va di conserva. Tenere il motore a regime e non perdere la testa in inutili accelerazioni. E infatti guardando il Garmin vedo che comunque il passo altalena sempre tra 4'47" e 4'53". Certo 6" sul passo sono molti, ma è la mia prima maratona, e non ho ancora la giusta sensibilità per essere un metronomo. Intorno al 17° Km si entra in via della Conciliazione. E qui mi rendo conto di cosa significhi per i romani questa manifestazione. Vedo da lontano il cupolone, e penso che la folla sia lì per Papa Francesco. E invece no. Sono lì anche per lui, è vero, ma in questo momento sono lì per noi. Ci incitano, ci spingono, e in questo momento i sanpietrini non esistono. Esiste solo la consapevolezza di fare parte di qualche cosa di grande e di bellissimo. Tutta questa bellezza però sta per essere rovinata. Infatti appena passata piazza Risorgimento, parte il remake del diluvio universale. Solo che questa volta la grande Arca non c'è, e la cosa che assomigli di più a una barca sono le nostre scarpe che sfortunatamente non hanno pompe di sentina. Continuo comunque imperterrito ad andare, e come confermerà il Garmin, sto diventando un metronomo. Chiudo la mezza con il real time di 1h44'02". Se penso che la mia prima mezza nel 2009 l'ho chiusa in 1h45'.

Capitolo 6: E ora fuori le palle - 21 Km sono passati e ora si deve cominciare a fare sul serio. E' da un po' che ho notato che molto difficilmente vengo superato. E' vero che sono partito nelle retrovie, dove stanno anche coloro che faranno la maratona in 7 ore. Però è da qualche chilometro che mi sono reso conto che sono in continuo sorpasso. Verso il 25° Km l'acqua che viene giù dal cielo diminuisce di intensità. Ora gli spugnaggi tornano di nuvo utili, e soprattutto mi rendo conto che è utile il miele che sto mangiando dal 20° Km. Ogni due o tre Km butto giù un sorso di miele, magari solo a livello inconscio, ne traggo beneficio sentendo sempre le gambe vive e nessuna sensazione di fatica o fame. Intorno al 28° Km siamo vicini alla Roma bene: i Parioli. Il mio amico Master mi diceva sempre: "Attento, perché Roma è Troia, e i Parioli sono una delle sue armi peggiori". Quando me lo diceva non capivo perché. Ora che vedo in faccia i Parioli capisco e non posso che essere d'accordo con lui. Per fortuna mentre sto per affrontare l'erta, un concorrente che ne accompagna uno più debole dice: "Ricorda, spezza il passo e incrementa la frequenza"... Questo fa scattare in me un interruttore. Sono le stesse parole che Giuseppe mi ha detto lo scorso anno quando ho fatto la Vivicittà. E allora, via a spezzare il passo e salire in progressione come un Defender con le ridotte. Alla fine il Garmin dirà che ho chiuso il Km in 4'49". In salita ne supero tantissimi, e una volta arrivati in cima tengo botta e continuo sulla media dei 4'45" fino al 32° Km. Ora le gambe sono un po' infastidite, soprattutto gli adduttori e la parte bassa dei glutei. Io continuo a mangiare miele, butto giù un carbo gel (come avevo già fatto al 15° Km), e mi getto per gli ultimi 10 Km. Sulla media dei 5' a Km sono in vantaggio di oltre 120 secondi. Ora credo che forse un sogno si possa avverare.

Capitolo 7: Ma cos'è questa crisi? - Cos'è questa crisi? Ne ho sentito parlare, Giuseppe me l'ha paventata come il momento più brutto di tutta la mia vita. Una cosa da gestire di testa, di corpo e soprattutto di culo! Sono al 35° Km e le gambe vanno, ma non sono quelle dei primi Km e soprattutto la mia testa sa una cosa: non ho mai corso per più di 32 Km a ritmo gara, e in ogni caso mai per più di 36 Km. Cosa succederà tra un po'? Ho una paura folle di scoprirlo. E a volermi far scoprire cosa sia una crisi ci provano i sanpietrini. In via della Conciliazione stavo bene, ero fresco, ora sono cotto. Vedendomi poi nei video ufficiali, vedo che i piedi sono radenti a terra e le ginocchia non fanno un grande lavoro. Sbatto sui sanpietrini e capisco che anche, ginocchia e caviglie stanno per affrontare il momento più duro di tutta la gara. Le fasce late di entrmabe le gambe lavorano durissimo per tenere un assetto degno da homo erectus. I passaggi a Trevi e Spagna sono duri, ma come entro in via del Corso vedo l'obelisco di piazza del popolo e penso che il peggio sia passato, ora posso pure andare a 5' a Km che l'under 210 non me lo toglierà nessuno. Davanti a me una fotografa è in mezzo alla strada che scatta. L'euforia mi fa mettere in possa con lingua di fuori, sorriso e segno della vittoria su ambo le mani. Lei sorride e mi ringrazia. Mi sento Dio. Davanti a me una pink runner con la maglia della Chicago Marathon. La riprendo e cerco di spingere. Quando all'improvviso... Cioè come d'incanto... in pratica... Forse... il quadricipite sinistro mi manda una scarica elettrica che mi fa scorrere un brivido freddissimo lungo la schiena. E' come un avviso di chiamata... Si chiama crampo quello che mi sta cercando dall'altra parte. Ora ho davvero paura. Per fortuna scatta un altro interruttore. E' la faccia del mio barbiere, ultramaratoneta, che mi spiega che per tenere sotto controllo i crampi, basta cedere un filo sul passo per tenere il muscolo al limite. Così faccio. il Garmin improvvisamente segna come passo istantaneo 5'10" anziché i soliti 4'50" che ero oramai abituato a vedere. Tengo il crampo sull'orlo del dolore per 200 m poi capisce che a quel numero non risponderà nessuno e decide di andarsene. Poco dopo l'obelisco di piazza del Popolo non c'è più nulla. Meno male, mi rimetto in assetto e continuo. Peccato che al crampo si stia sostituendo una gran sete che cerco di tenere a bada con il miele. Ancora 3 maledetti chilometri e avrò finito.

Capitolo 8: L'arrivo - Mentre cerco disperatamente di resistere alla sete, il crampo riprova a chiamare. Questa volta è meno insistente. Però la paura è la stessa. Così come è la stessa la mia contromossa: "Signole non c'è, lichiami più taldi" direbbe il filippino di Marzocca. Adesso entriamo in via del Traforo, un'ultima salitella alla fine della quale si cela la gloria. Per fortuna anche l'acqua è lì. Per cui giù un po' d'acqua e poi giù in picchiata verso piazza Venezia; ammetto che sto per piangere, e non so perché penso a mio figlio. Mentre scendo in piazza Venezia, supero una runner che si accorge del mio arrivo, devo avere un passo non propriamente felpato. Si gira e mi incita: "Vai vai che sei fresco". Se non mi ha preso per il culo le devo dire grazie, mi ha dato la spinta per questi ultimi metri. Vedo il Vittoriano, accelero, le gambe come d'improvviso tornano agili, ancora 200m e sarà gloria. Supero ancora qualche concorrente. Traguardo superato con le braccia al cielo. Urlo di gioia misto a fatica. Il crono dice 3h31'02", ma il real time dirà 3h27'08". Medaglia al collo, coperta in alluminio, bere qualche cosa e via a casa. Moglie e figlio mi aspettano per un pranzo rigenerante.

Prologo: Ce l'ho fatta. Diamo un po' i numeri. Ho corso quasi 800 Km in tre mesi, ho perso quasi 5 Kg di peso, ho fatto una prima parte di gare in 1h44'02", mentre la seconda l'ho corsa quasi 1' più veloce. Al 5° Km ero 3956°, all'arrivo sono 2079° generale e 1993° degli uomini, 363° di categoria. Per 19 edizioni, non ha mai piovuto, e come dice Nino, l'avrò mica portata io sta cacchio di pioggia? 
Non ho molto altro da dire, se non che stranamente ho preferito allenare una maratona che una mezza maratona. Non so se sono scemo, masochista o entrambe le cose, ma a me correre per più di 3 ore è piaciuto parecchio. Certo se riuscissi a correrla in meno di 180' sarebbe fantastico, ma questa è la vita reale non un film di fantascienza. Per cui mi accontento e da qui riparto sapendo di poter puntare nuovi traguardi. Prossimo appuntamento mezza maratona di Chia il 27 aprile 2014. Ci ho preso troppo gusto!

Buona Corsa!

martedì 18 marzo 2014

Keep calm and run!

Ok, ci siamo.

Il grosso del lavoro è fatto.

Ora come ora non posso fare altro che arrivare a domenica, aspettare con calma, godermi la Roma turistica, e poi sparare tutto in 42195 metri.

In questi giorni mi sono confrontato con altri runners, oltre che con il mio coach.

Molti mi hanno detto che ho corso troppo, che ho fatto troppi Km. Altri hanno apprezzato il fatto che pur avendo poco tempo sono riuscito a correre 30 Km prima di andare al lavoro (sveglia alle 4 e vi andare).

Adesso tutti sono prodighi di consigli, chi mi vuole dire come correre, a che passo. Chi mi suggerisce di stare attento nelle gabbie e di farmi spazio.

Ora quello che mi interessa è solo rimanere calmo, fare tutto per bene e poi arrivare al gonfiabile domenica mattina, magari con un po' di paura, ma consapevole che sarà una grande avventura. 

Magari dopo poco meno di 210 minuti ripassare e urlare come un matto.

Ma per ora: Keep calm and run!
Buona Corsa!

lunedì 10 marzo 2014

E ora si scarica

E alla fine questa preparazione volge al termine.
Dopo 16 settimane di tanti chilometri e tanta fatica si avvicina la verifica, anzi, 42195 verifiche.

La preparazione si è conclusa nel peggior modo possibile.

La settimana scorsa, il bimbo ha avuto il raffreddore, il che vuol dire non più di 4 ore dormite per notte. Questo mi ha portato a posticipare le due sedute del mattino.
Martedì anziché correre alle 4:30 ho dovuto correre alle 21:00 dopo cena 12 Km, e Giovedì, anziché fare i 30 Km di ripetute alle 4:00 del mattino, ho dovuto farli alle 15:15.

In pratica tutto sballato negli orari e nei recuperi, sono arrivato a sabato con le gambe che non stavano bene, però i miei 45 minuti di rigenerante li ho corsi anche se un po' in stile pinocchio.

Il peggio è arrivato domenica quando mi attendeva l'ultimo lungo e il più impegnativo della preparazione: 36 Km RG + 4 Km risc/def.
Parto alle 6:30 con buoni propositi. Però appena parto sento le gambe che sono rigide e soprattutto sento una certa 'legnosità' nell'anca sinistra.
Penso a scaldarmi e suppongo che dopo 2 o 3 Km il fastidio passerà.

Di Km ne passano 7 ma il fastidio è sempre lì in agguato. Lo sento ma continuo anche se la testa ha già deciso di mollare. Al decimo Km sembra che le cose vadano un po' meglio e tengo, anche se il passo che ho non è costante, è di quasi 10 secondi sopra quello che vorrei fare, ma penso solo a portare a casa i Km da tabella senza troppo badare al passo. So che sono carico di chilometri e che soprattutto la settimana è stata devastante.

Al 14° il fastidio inizia a diventare dolore; basta una discesa alla fine del 15° Km... e mi fermo. Preferisco buttare la spugna piuttosto che cercare di andare oltre e vanificare 3 mesi di lavoro con un infortunio.

Passerò il resto della giornata con un dolore al fianco/coscia sinistra. Sembra un affaticamento muscolare, probabilmente dovuto al poco riposo.
Molti amici mi dicono: "40 Km a 15 giorni dalla gara erano una follia, meglio così".

Onestamente non so che pensare, sono tutti tecnici, tutti che ti danno consigli. Ma io ho un allenatore, e se mi aveva preparato una tabella fatta in quel modo un motivo ci sarà.

Da quando è iniziato l'anno ho corso quasi 680 Km, 8 volte sopra i 29 Km, ho perso quasi 5 Kg e onestamente non credo di essere mai stato così in forma. Ora non resta altro che scaricare e rendere più agili le gambe... Poi solo la strada dirà se sono o meno un maratoneta.

Buona Corsa!

lunedì 3 febbraio 2014

Gennaio 2014

Finito il primo mese del 2014.

Tanti i chilometri già corsi, circa 260.

La preparazione per la maratona di Roma procede come previsto da tabella di marcia.

Inizio a fare i primi lunghi sopra i 28 Km, e devo dire che le gambe girano abbastanza bene. Non fosse per il solito problema di peristalsi, gli allenamenti sarebbero più divertenti.

Oramai le sveglie alle 4.15 del mattino per fare 20 e più chilometri non mi pesano granché.

Devo dire che sono andato oramai a regime. Loris, a parte qualche problemino con i denti, non mi tiene sveglio la notte per cui gli allenamenti vengono via facili.

Da Natale, oltretutto, come scarpe alterno le Ride 5, che purtroppo dopo meno di 400 Km stanno per morire, alle Cumulus 15 regalatemi a Natale da mia moglie. Decisamente meglio le Ride, ma queste 15 non sono malaccio, soprattutto per i lavori lunghi.

Intanto ho pagato tutto: biglietto aereo, pettorale e oggi darò caparra per l'albergo.

Dopo la seduta di ieri, devo dire che ho capito quanto sia dura 'sta gara. Ho fatto 34 Km di cui 4 tra riscaldamento e defaticamento, ma 30 li ho fatti a ritmo gara. Mancavano ancora 8 Km per completare una maratona. Bhè, devo dire che ieri non ce l'avrei mai fatta a farli.

Nel frattempo sto imparando a mangiare in gara, ma quelle dannate barrette energetiche sono peggio della colla per topi. Per mangiarne un pezzetto impiego quasi 500 m a masticare e ingoiare tutto.
E soprattutto se non butto giù acqua, la bocca mi resta impastata come se avessi 5 gomme da masticare in bocca.

L'allenatore mi ha detto che questo non sarà il periodo peggiore di carico, ma lo saranno le 4 settimane successive al 16 Febbraio, dove arriverò a sfiorare i 100 Km in una settimana fatta di 4 sedute.

Inizio a sospettare che quest'uomo sia leggermente sadico.

Buona Corsa!

lunedì 20 gennaio 2014

Preparazione in corso

Oramai sono passati 45 giorni dall'ultima gara.

Da allora sono passati anche tanti chilometri sulle mie gambe, circa 450.

La preparazione per la Maratona di Roma procede e i dolori alle gambe, dovuti a i carichi, iniziano a farsi sentire.
In questi 45 giorni ho perso solo una seduta di allenamento, causa noie dentali al pupo. Per il resto tutto procede come da piani di allenamento.

Intanto ho buttato in cascina, nel giro di 2 settimane un 30 e un 32 Km.

Nella mia vita non avevo mai sfondato il muro dei 25 Km. Per me ora come ora sono tanta roba.

Nei sogni ci sarebbe di correrla a 4'50" ma mi rendo conto che andare 'così forte' per me, ora non è pianificabile. Dovrò attendere la fine di Febbraio per capire quanto valgo. Per come ho chiuso i 32 Km di ieri, con tanta fatica, devo dire che anche i 5' a Km saranno un'impresa ardua. però sono solo all'inizio della preparazione.

Nel frattempo, grazie ai Blogtrotters romani, probabilmente avrò degli amici di viaggio che mi daranno la cadenza a Roma. Obiettivo: 3h29'59".

Ci dovessi riuscire sarebbe un bellissimo traguardo.
Nel frattempo, mi è morto il glorioso Forerunner 205, e sono in attesa del nuovo 310XT.

Ora sono in attesa della tabella per i prossimi 16 allenamenti (4 settimane) dopo di che vi dirò dove seppellire i miei resti.

Buona Corsa.

PS: dal 1° dicembre sono calato da 78 Kg a 76.5 Kg... poi però basta un pasto da lupi come quello di domenica mattina a pranzo dopo i 32 Km e subito torno a quota 78.

venerdì 11 novembre 2011

Cambio metodo

Oramai gli allenamenti settimanali stanno diventando abbastanza problematici. Allenarmi 4 volte a settimana di cui una alle 4.30 del mattino mi sta mettendo a dura prova. Il tutto solo per preparare una mezza maratona, che nelle tabelle ha una media di chilometri per allenamento abbastanza bassa.

Forse nel 2012 vorrei correre la mia prima Maratona a Roma. Ma partendo dalle considerazioni precedenti, ritengo particolarmente complicato riuscire ad allenarmi in maniera tale da non svenire al 30° chilometro.

Un mio amico, in questi giorni, mi ha regalato il libro sul metodo FIRST. tale metodo prevede una metodologia di allenamento "3plus2" che sta a significare 3 allenamenti di corsa, molto intensi, e due allenamenti di un altro sport aerobico (nel mio caso sarebbe il nuoto). Partendo dal presupposto che gli autori del metodo seno degli statunitensi, che per definizione sono un po' degli esaltati, tendo a non prendere per oro colato quanto scritto, però la metodica di allenamento sembra avere un minimo di base scientifica. Soprattutto perché dichiara di portare migliorie alle prestazioni, ma senza mettere troppo sotto sforzo il fisico, evitando quindi infortuni e eccessivo stress per muscoli, articolazioni e tessuti connettivi.

Domenica 20 avrò un'altra mezza dopo la quale dovrò decidere se partecipare alla maratona, con la nuova metodica di allenamento, oppure cercare una mezza su cui applicare questi nuovi metodi per verificarne la bontà. Nel secondo caso rinvierei almeno di 7 mesi la mia prima maratona.

Tornando alla gara di Domenica scorsa, leggendo la descrizione di Oliver sulla maratona di New York, ho ripensato alla gente in strada a Cagliari: c'erano pochissime persone sul percorso che ci incitassero, ma in compenso c'erano una marea di automobilisti che imprecavano contro di noi. A 7 giorni di distanza resta ancora valido il commento che ho gridato in gara contro gli automobilisti: "Statevene a casa Coglioni!"

Buona Corsa!

lunedì 27 dicembre 2010

Maledetto Studio Aperto

26 Dicembre 2010, Santo Stefano.

L'anno scorso stavo correndo la mia seconda mezza maratona, dove, nonostante un piccolo dolorino al fegato al 17° chilometro, sono riuscito ad abbattere i 100 minuti.

Ieri invece ero a casa che con lo stomaco pieno sentivo tutti i miei sensi di colpa farsi avanti fra pandori, spumanti, dolciumi e alimenti vari.

Mentre preparavo il brodo di manzo con relativa minestrina, accendo il televisore di cucina dove in automatico parte il TelegiornaleCircoTetteECuliCaniAbbandonati del nano truffolo.

Mentre cucino sento di quanto gli italiani, dopo le feste, si sentano in colpa per i bagordi fatti e vedo un servizio girato in un parco romano, dove la giornalista, alle 9 del mattino insegue i poveri runners chiedendo come mai il giorno di Santo Stefano siano in giro a far girare le loro gambette.

Io penso, ora uno di questi impazzisce e la picchia selvaggiamente... Più che pensato, l'ho sperato.

Poi mi assale un magone! Sono 35 giorni che non corro seriamente e 20 che non calzo scarpette e GPS. Nel frattempo ho lavato le mie Cumulus 11 e le metto ai piedi come comuni scarpe da passeggio e loro sono lì che mi sussurrano all'orecchio: "Bastardo! Muoviti!".

Purtroppo stamattina alla Asl mi hanno detto che i tempi di attesa per una visita fisiatrica sono sull'ordine dei 45 giorni. Allora vado in un centro privato: Chiuso per ferie fino al 10 Gennaio!

Ma andate tutti a cagare!

Ce l'hanno con me?

Vuoi vedere che nel giro del prossimo mese torno a 80 chili, peso che non tocco più da 3 anni? Giusto perché ero a "dieta", ieri mi sono concesso salame di cioccolato e Rhum Matusalem 15 anni: ottimo abbinamento.

Intanto continuo a farmi crescere il pizzetto in previsione di una futura maratona, probabilmente fra settembre e ottobre! Chissà come diverrà.

Per ora è tutto.
Buona Corsa e non sfondatevi al cenone di S.Silvestro!