Dopo due paia di Asics Cumulus 13, eccomi qui a recensire la sorella successiva: Asics Cumulus 14.
Questa nuova versione è un'evoluzione della precedente. Se analizziamo la storia degli ultimi 4 anni della Cumulus, vediamo che dal modello 11 a oggi le modifiche sono state notevoli.
Rispetto alle vecchie pantofole 11 ora ci ritroviamo in mano una scarpa molto più reattiva, dove il differenziale tacco punta si è limato considerevolmente.
La Asics, togliendo dal mercato la Landreth dopo la versione 7, aveva la necessità di avere comunque una scarpa mediamente reattiva, dove il passo ideale fosse al di sotto dei 4'30.
Infatti se per molti la Cumulus era sempre stata la scarpa da allenamento ideale per lunghi lenti, ora molti si troveranno un po' spiazzati. Infatti, se il tallone rimane sempre ben protetto, ma in maniera meno 'ingombrante', l'avampiede è invece molto più vicino al terreno. Ne è dimostrazione il fatto che l'inserto anteriore IGS visibile fino alla scorsa versione, ora è scomparso. Un ulteriore indizio del fatto che la scarpa sia stata resa più reattiva lo si ha dal peso. Infatti sullo US 9 siamo passati dai precedenti 340g agli attuali 325g; un po' la stessa strada intrapresa dalla Adidas nel passaggio dal modello 19 al modello 20 della Respons Cushion.

Veniamo un po' ai dettagli: ereditata dalla versione 13 abbiamo sulla suola la presenza della Guidance Line che favorisce una corretta rullata del piede. Proprio nella suola abbiamo una prima rivoluzione: nel supporto mediale è stata rimossa la classica ragnatela plastica presente fin dal modello 11, ed esteticamente molto accattivante. Al suo posto troviamo una piastra sempre plastica, molto simile a quella introdotta nella serie 33, e decisamente antiestetica. Sempre nella suola, come già anticipato, l'ingombro del tallone è stato ridotto considerevolmente.
Il differenziale con l'avampiede è stato drasticamente diminuito, fino a farla sembrare una A2 pesante, come le Sky Speed 2 che infatti uso in pista. Questo potrebbe essere fonte di fastidi al tendine d'Achille.
Se andiamo invece ad analizzare la calzata, è stata continuata la strada intrapresa già con la 13, rendendo la scarpa ulteriormente più fasciante. Lo si nota soprattutto nella punta che è notevolmente più stretta della precedente versione. Oltretutto il toe box è molto basso, e credo che questo comporterà la comparsa rapida di buchi all'altezza dell'alluce nella tomaia, salvo poi inserire, come già facevo negli altri modelli, del cerotto all'interno in corrispondenza della zona. Rendendo la punta un po' più stretta, sembra che non ci sia più corrispondenza tra le misure. Infatti, io che calzo da sempre uno US 9 con Asics, credo che avrei fatto meglio a prendere un 9.5. Per uso maratona potrebbe essere causa di perdita di unghie!
Sempre per ciò che riguarda la calzata, nella parte posteriore è stata leggermente abbassata la conchiglia di contenimento del tallone. Infatti correndo le prime volte si ha la sensazione di perdere la scarpa.
Per ciò che riguarda i materiale, il mesh è davvero traspirante e leggero e come al solito le scelte cromatiche di casa Asics sono azzardate, estreme, ma indiscutibilmente accattivanti. Certo non se si va a prendere il classico modello grigio e blu, ma la colorazione che ho preso io (verde e navy) o anche l'altra che avevo valutato (giallo fluo e nero) sono davvero belle.
Veniamo alle prove su strada.
Ho corso fino a ora 75 Km in diversi allenamenti, dal lento alla pista, dal progressivo alle salite.
Considerando che nel periodo di prova peso 78 Kg per 182 cm di altezza, con passi di allenamento variabili dai 5'10 fino allo sprint, la scarpa è stata messa davvero a dura prova.
In pista la sensazione è che si possa fare a meno delle A2. Correndo soprattutto sull'avampiede, si ha la sensazione di non sprofondare nella pista come invece mi succedeva con le precedenti versioni della Cumulus, e la risposta è decisamente soddisfacente. forse un pelino meno secca delle Sky Speed 2.
In salita, il piede risponde benissimo e facilmente si riesce a correre a ginocchia molto alte.
Il suo passo di regime minimo ho constatato essere i 4'30, volendo essere generosi i 4'40. Infatti nei lenti è una scarpa che non aiuta, ma anzi alla lunga, come stamani che ho fatto 55' di lento a 5'10, si sente un certo affaticamento alle gambe. Questa sensazione può portare a sbagliare il passo di allenamento cercando di assecondare la natura della scarpa. Di sicuro l'ammortizzazione è ancora ottima nonostante l'assenza dell'IGS sull'avampiede, dato che non rilevo mai il benché minimo fastidio alle articolazioni, però avere qualche cosa di meno secco aiuterebbe.
In conclusione: chi è abituato ad avere nelle Cumulus una scarpa molto morbida, con questo modello potrebbe avere delle sgradite sorprese. Al contrario, chi invece ha sempre usato le Landreth, potrebbe trovare in questo modello un degno sostituto un po' più protettivo. Io per ora personalmente le evito per i lenti sopra i 5' anche perché come detto è una scarpa che tende a farmi sbagliare il passo. Da valutare se farla diventare la scarpa da gara per la mia prima maratona oppure virare sulla più morbida, ma anche costosa, Nimbus 14
Buona Corsa!