
Ore 12.10, sono al pc che leggo un po' di news e vedo sul sito di gazzetta che Bolt ha dominato anche la semifinale e che alle 13.45 avrà luogo l'evento di questi mondiali di atletica.
Vado in cucina, accendo la tv e vedo che è in corso, fra le altre gare, la finale dei 10 Km maschile. Ieri la vincitrice keniana aveva pronosticato un'altra tripletta anche per i suoi connazionali uomini. Quando inizio a guardare siamo già quasi a metà gara, e nel gruppo di testa chi c'è? Lui, il re dei 10000 metri, Bekele! Lui che ha preso il posto del suo connazionale Gebre, lui che è in grado di correre questi 10 chilometri in 26 minuti e poco più. Ma sono due anni che non si allena causa continui infortuni; ma come puoi non tifare per uno che ha una corsa così agile e rotonda, così bella e stupefacente. E io sono lì che sbavo sperando di vedere i suoi ultimi 400 metri, famosi per spaccare le gambe a chiunque abbia provato a resistergli. E invece niente. A pochi chilometri dalla fine, Bekele si ritira. Si è presentato al via non in ottime condizioni e i due anni di infortuni si fanno vedere e soprattutto sentire, forse anche nella sua testa di Dio Etiope. La gara prosegue, e in testa dei pronosticati keniani non resta più nessuno, e all'ultimo giro parte uno sprint, ma non di un etiope, ma di un somalo naturalizzato inglese. A Meno di 300 metri dal traguardo ha quasi 60 metri di vantaggio. Quando tutto sembra concluso, un altro etiope decide di scattare. Ai 200 metri sono ancora 30 i metri di svantaggio, ai 100 metri diventano 10, e a metà del rettilineo finale, anche se il somalo prova a resistere, nulla può contro la progressione dell'erede di Bekele: fine. Un modesto 27.13 è il tempo finale dell'etiope che esulta per se, per la patria e per la gente a casa. Ancora Etiopia ma senza più un Dio a condurre i giochi.
Ma io guardo la tv aspettando lui, l'uomo più veloce del mondo; questi 60 minuti che mi separano dalla finale della gara più breve, passano in un lampo.
Linea di partenza, Bolt è sempre lui, gioca con le telecamere, indica a destra e dice "No" con la testa; indica la sinistra e ridice "No" con la testa. Lui indica solo la linea di arrivo, penserà solo a correre dritto come un razzo.
"On your marks"... "Set"... "BANG"... "BANG"... Cosa succede? Cosa diavolo sta succedendo? Bolt si toglie la maglia e mostra il fisico scolpito nell'ebano! Non è possibile... Ditemi che non è vero... What ta fuck???
E bene si, lui che in tutta la carriera ha fatto solo una partenza falsa, oggi concede il bis! Solo che la precedente volta, il regolamento era differente; questa volta c'è la squalifica diretta. Impossibile da credere, ma non sarà lui a correre e tagliare la linea del traguardo per primo.
Si ripete la procedura di partenza... "BANG"!
9.92 di un jamaicano, ma non quello alto e guascone, ma uno piccoletto, che come una palla di cannone sfreccia via dai blocchi ma in ritardo e che deve recuperare il distacco da un vecchietto che poi chiuderà terzo.
Altra gara, altre emozioni. Niente di particolare, niente di esaltante, solo 7 uomini che trotterellano per 100 metri.
Niente da fare, questo mondo senza le sue divinità non ha senso; è un mondo che non può permettersi il lusso dell'ateismo.
In gods we trust!
Buona Corsa!