Domenica 8, a un mese dalla gara di Arbatax, rimetto un pettorale.
Non lo avevo previsto, ma il coach, che non vedo da oltre 4 anni mi convince. Sarà un modo per rivederci e non solo insultarlo via email per gli allenamento noiosi che mi ha imposto.
Per convincermi ha usato frasi del tipo: "corriamo assieme, non sono in forma, vedrai che l'allievo supererà il maestro".
So benissimo che non è vero, ma voglio crederci e poi sarà un modo per vedere come rendo in una gara tirata.
Quindi domenica sveglia alle 6, colazione a cazzo di cane, e via in auto.
Tutta la settimana non ho badato all'alimentazione, men che meno sabato dove comunque non ho lesinato né sul cibo né sul bere.
Quindi dopo 30 minuti di auto... DATEMI UN CESPUGLIO. L'intestino si sveglia e niente, bisogna assecondarlo.
Risalgo in auto, seguo il navigatore che decide di farmi fare un giro a capocchia nei pressi di San Gavino e Sardara, e alla fine arrivo più che in orario a Terralba, dove devo ritirare il pettorale.
Alle porte di Terralba, davanti allo stadio... di nuovo in bagno.
Finalmente arrivo al punto di ritrovo di atleti e giuria, e vedo subito Giuseppe. Non mi riconosce coi capelli rasati a zero. Un abbraccio, mi presenta un altro compagno di avventura e suo compagno di allenamento, Domenico.
Ultimi preparativi, ritiro pettorale, mi cambio e poi via in navetta fino allo stagno di Marceddì.
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Riscaldamento |
Arrivati a Marceddì, facciamo ancora 4 passi verso la partenza e poi alle 9:20 iniziamo il riscaldamento. Nel frattempo si è aggiunto un altro compagno di avventura.
Si cazzeggia, si parla di scarpe, di figli, di sveglie alle 5 del mattino per correre; ci si svuota vescica e intestino per l'ultima volta e poi siamo pronti alla partenza.
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Ponte |
Pronti via, si parte e subito siamo nell'imbuto del ponte sullo stagno; rischiamo di prendere un muretto, poi dopo 200 metri si esce e ci mettiamo a regime.
Da ex ciclista, Giuseppe suggerisce di fare fila indiana e alternarci ogni minuto.
Il primo chilometro lo chiudiamo a 4'18" anche a causa del traffico, poi il secondo Giuseppe ci mette alla frusta e sono subito 4'03".
Dopo 4 chilometri Domenico ci lascia, forse stiamo esagerando. Io sono costantemente sopra i 180 bpm. Giuseppe mi dà il tetto dei 185/186 bpm da rispettare.
Al 6° siamo rimasti io e Giuseppe, e al settimo decido di lasciarlo andare, perché ho paura di saltare. Adesso il passo complessivo è 4'10".
Avevamo appena superato colei che all'arrivo sarà prima delle donne.
Ai 7500 mi lascio superare e io la prendo come riferimento. Non sono stanco ma la paura di saltare è alta. Ho un solo obiettivo, chiuderla sotto i 60', ammesso che la gara sia davvero di 14 Km. Infatti non so per quale motivo ho in testa che la distanza sia di 14500 metri.
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Dodicesimo chilometro |
Quando vedo il cartello del 13° sono a un bivio: sparare tutto sperando sia solo un chilometro o accontentarmi. Purtroppo non ho coraggio e decido di non rischiare.
Finalmente dentro Terralba riconosco il retro della piazza in cui ho lasciato l'auto. Capisco che la gara sta finendo, allora decido di accelerare. In 200 metri passo da 4'20" a 3'30". Chiudo il 14° Km in 4'08". Altri 30 metri, e sono sotto il gonfiabile. Guardo il crono: 59'33", 4'15" di passo.
Missione compiuta, abbraccio Giuseppe che mi aspetta all'arrivo e sono più che soddisfatto.
Ristoro con succhi di frutta, acqua e caffè e poi via di corsa a casa che mi aspetta mia suocera per festeggiare i miei 42 anni.
Anche a pranzo terrò ritmi altissimi, quasi da record del mondo.
La testa adesso è proiettata a domenica prossima per la mezza maratona d'Ogliastra, dove spero di poter migliorare il mio personale sul percorso (non sulla distanza) visto che ci sarà da arrampicarsi sulle salite di Cea e onestamente mi sento abbastanza bene, come non mi succedeva da almeno 1 anno e mezzo.
Buona Corsa!
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