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mercoledì 26 marzo 2014

La mia maratona di Roma 2014

Prologo: Chi segue questo blog sa quanta fatica e quanto sudore mi è costato preparare questa maratona. Sono passati tantissimi chilometri sotto le mie scarpe. Sono state tante le ore di sonno perso, dovute a sveglie mattutine a orari improponibili. Sono stati tanti i consigli e le correzioni profuse dal mio coach. L'ultima in ordine di tempo è stata sul target: non correre più veloce di 5' a Km. E partendo da qui si dipana la storia della mia prima maratona: Roma 2014!

Capitolo 1: La sera prima - Sono le 21 di sabato, il bimbo mangia al seno di mia moglie, e io come un malato mentale, rifaccio lo zaino gara per almeno 3 volte: GPS, pantaloncini, canotta termica, canotta, manicotti, berretto, integratori, miele... disfo, forse ho dimenticato qualche cosa... GPS, pantaloncini, canotta termica, canotta, manicotti, berretto, integratori, miele, cardio... ricontrolliamo... GPS, pantaloncini, canotta termica, canotta, manicotti, berretto, integratori, miele, cardio, pettorale. Forse c'è tutto. A nanna. Il figlio si addormenta alle 22 e io poco dopo crollo nel mondo di morfeo; se non fosse che alle 3.00 mi sveglio, per poi riprendere sonno solo alle 4:40. Nel mentre, vado in bagno, penso ai dictat del coach, alla fatica accumulata da turista per le vie di Roma, e penso che potrei morire ben prima del 36° Km. Alle 5:45 mi alzo definitivamente. Colazione, ancora in bagno, vestizione, baci a tutti i familiari e via a prendere la metro.

Capitolo 2: Un fiume umano - Scendo in metro alle 7:00 convinto di essere da solo. Invece già da Ottaviano siamo un fiume di zainetti rossi e neri che si reca come un corpo unico verso una destinazione ben determinata, ma che non sa quante di queste sue membra manterrà vive a fine mattinata. A Termini si cambia, direzione Laurentina. Il corpo continua a crescere. Siamo un fiume in piena che solo la fermata dei Fori Imperiali, permette di far defluire. Arriviamo in zona Colosseo che sta piovendo, una pioggerellina leggera, che ci tiene svegli, nel caso l'adrenalina non bastasse. A questo punto il corpo unico si divide in tutte le sue 19000 parti, tutti a vestirsi, indossare pettorali, scaricare i bagagli e via alle gabbie, e se occorre, ancora un po' in bagno.

Capitolo 3: Ready to go - Siamo in gabbia, e come i grandi felini che ho visto allo zoo, siamo tutti affetti da stereotipie. Chi chiacchiera compulsivamente, chi saltella sul posto per scaldarsi dal freddo, chi è assorto in altri pensieri. Io sono emozionato, ho paura, soprattutto che il mio intestino voglia tirarmi il solito tiro mancino. Cerco di svuotarmi di ogni elemento non necessario all'impresa. Cosa che non credevo possibile, da sotto i pantaloncini, mentre sono in piedi in mezzo ad altre 19000 persone, faccio la pipì. Guardo il cardio. Pur essendo perfettamente immobile, i battiti sono intorno ai 96 bpm. Si, mi sto proprio cagando sotto dalla paura. Intorno a me una folla di eroi. Sono venuti da tutto il mondo. C'è lo svedese con le piume giallo blu in testa. Ci sono gli ammerrigani. Ci sono gli asiatici. Non mancano anche francesi e tedeschi. E' un grandissimo meltin pot.

Capitolo 4: Partenza via - Sono in ultima gabbia. Sento lo speaker che ci avvisa che stiamo per partire... Si cammina per 300 m, forse 450. Solo dopo quasi 4 minuti riesco ad arrivare sotto la linea di partenza. Ricordo i consigli preziosi di Giuseppe, il coach: "Usa i gomiti, usa le vie di fuga, spingi se serve, ma resta sempre calmo. Una scarica adrenergica ora potrebbe voler dire non avere il glicogeno necessario per finire la gara". E così faccio: mi infilo in ogni spazio fra i vari concorrenti; do involontariamente qualche botta che mi frutta qualche insulto (credo anche meritato); quando non riesco a superare da un lato, rallento, torno indietro di un passo e riprovo dall'altro lato. Finisco il 1° Km in 5'31" secondo il garmin; in relatà misurando con i cartelli del chilometraggio finirò in 5'45". L'obiettivo ora sono le prime due frazioni da 5 Km, entro il 10° devo garantirmi di essere a 5' Km reali. Al 5° Km passo con un gap di 38" sui 25' previsti, e al 10° Km il gap si è ridotto a 7". Il vero problema è che quando passo al 10° Km il garmin dice che ho già percorso 10300 metri. Di questo passo, penso, finirò la maratona con un rilevamento di 43200 metri.

Capitolo 5: A regime - Ora sono al 12° Km e per la prima volta la media reale non quella segnata dal Garmin, è di poco sotto i 5' a Km. Le gambe vanno bene, sono costante. Sembra di essere appena partiti. Solo un lungo riscaldamento. Adesso il gruppo non è sgranato nel senso stretto del termine, ma comunque persone che vadano a un passo molto differente dal mio non ne trovo. Per cui ora si va di conserva. Tenere il motore a regime e non perdere la testa in inutili accelerazioni. E infatti guardando il Garmin vedo che comunque il passo altalena sempre tra 4'47" e 4'53". Certo 6" sul passo sono molti, ma è la mia prima maratona, e non ho ancora la giusta sensibilità per essere un metronomo. Intorno al 17° Km si entra in via della Conciliazione. E qui mi rendo conto di cosa significhi per i romani questa manifestazione. Vedo da lontano il cupolone, e penso che la folla sia lì per Papa Francesco. E invece no. Sono lì anche per lui, è vero, ma in questo momento sono lì per noi. Ci incitano, ci spingono, e in questo momento i sanpietrini non esistono. Esiste solo la consapevolezza di fare parte di qualche cosa di grande e di bellissimo. Tutta questa bellezza però sta per essere rovinata. Infatti appena passata piazza Risorgimento, parte il remake del diluvio universale. Solo che questa volta la grande Arca non c'è, e la cosa che assomigli di più a una barca sono le nostre scarpe che sfortunatamente non hanno pompe di sentina. Continuo comunque imperterrito ad andare, e come confermerà il Garmin, sto diventando un metronomo. Chiudo la mezza con il real time di 1h44'02". Se penso che la mia prima mezza nel 2009 l'ho chiusa in 1h45'.

Capitolo 6: E ora fuori le palle - 21 Km sono passati e ora si deve cominciare a fare sul serio. E' da un po' che ho notato che molto difficilmente vengo superato. E' vero che sono partito nelle retrovie, dove stanno anche coloro che faranno la maratona in 7 ore. Però è da qualche chilometro che mi sono reso conto che sono in continuo sorpasso. Verso il 25° Km l'acqua che viene giù dal cielo diminuisce di intensità. Ora gli spugnaggi tornano di nuvo utili, e soprattutto mi rendo conto che è utile il miele che sto mangiando dal 20° Km. Ogni due o tre Km butto giù un sorso di miele, magari solo a livello inconscio, ne traggo beneficio sentendo sempre le gambe vive e nessuna sensazione di fatica o fame. Intorno al 28° Km siamo vicini alla Roma bene: i Parioli. Il mio amico Master mi diceva sempre: "Attento, perché Roma è Troia, e i Parioli sono una delle sue armi peggiori". Quando me lo diceva non capivo perché. Ora che vedo in faccia i Parioli capisco e non posso che essere d'accordo con lui. Per fortuna mentre sto per affrontare l'erta, un concorrente che ne accompagna uno più debole dice: "Ricorda, spezza il passo e incrementa la frequenza"... Questo fa scattare in me un interruttore. Sono le stesse parole che Giuseppe mi ha detto lo scorso anno quando ho fatto la Vivicittà. E allora, via a spezzare il passo e salire in progressione come un Defender con le ridotte. Alla fine il Garmin dirà che ho chiuso il Km in 4'49". In salita ne supero tantissimi, e una volta arrivati in cima tengo botta e continuo sulla media dei 4'45" fino al 32° Km. Ora le gambe sono un po' infastidite, soprattutto gli adduttori e la parte bassa dei glutei. Io continuo a mangiare miele, butto giù un carbo gel (come avevo già fatto al 15° Km), e mi getto per gli ultimi 10 Km. Sulla media dei 5' a Km sono in vantaggio di oltre 120 secondi. Ora credo che forse un sogno si possa avverare.

Capitolo 7: Ma cos'è questa crisi? - Cos'è questa crisi? Ne ho sentito parlare, Giuseppe me l'ha paventata come il momento più brutto di tutta la mia vita. Una cosa da gestire di testa, di corpo e soprattutto di culo! Sono al 35° Km e le gambe vanno, ma non sono quelle dei primi Km e soprattutto la mia testa sa una cosa: non ho mai corso per più di 32 Km a ritmo gara, e in ogni caso mai per più di 36 Km. Cosa succederà tra un po'? Ho una paura folle di scoprirlo. E a volermi far scoprire cosa sia una crisi ci provano i sanpietrini. In via della Conciliazione stavo bene, ero fresco, ora sono cotto. Vedendomi poi nei video ufficiali, vedo che i piedi sono radenti a terra e le ginocchia non fanno un grande lavoro. Sbatto sui sanpietrini e capisco che anche, ginocchia e caviglie stanno per affrontare il momento più duro di tutta la gara. Le fasce late di entrmabe le gambe lavorano durissimo per tenere un assetto degno da homo erectus. I passaggi a Trevi e Spagna sono duri, ma come entro in via del Corso vedo l'obelisco di piazza del popolo e penso che il peggio sia passato, ora posso pure andare a 5' a Km che l'under 210 non me lo toglierà nessuno. Davanti a me una fotografa è in mezzo alla strada che scatta. L'euforia mi fa mettere in possa con lingua di fuori, sorriso e segno della vittoria su ambo le mani. Lei sorride e mi ringrazia. Mi sento Dio. Davanti a me una pink runner con la maglia della Chicago Marathon. La riprendo e cerco di spingere. Quando all'improvviso... Cioè come d'incanto... in pratica... Forse... il quadricipite sinistro mi manda una scarica elettrica che mi fa scorrere un brivido freddissimo lungo la schiena. E' come un avviso di chiamata... Si chiama crampo quello che mi sta cercando dall'altra parte. Ora ho davvero paura. Per fortuna scatta un altro interruttore. E' la faccia del mio barbiere, ultramaratoneta, che mi spiega che per tenere sotto controllo i crampi, basta cedere un filo sul passo per tenere il muscolo al limite. Così faccio. il Garmin improvvisamente segna come passo istantaneo 5'10" anziché i soliti 4'50" che ero oramai abituato a vedere. Tengo il crampo sull'orlo del dolore per 200 m poi capisce che a quel numero non risponderà nessuno e decide di andarsene. Poco dopo l'obelisco di piazza del Popolo non c'è più nulla. Meno male, mi rimetto in assetto e continuo. Peccato che al crampo si stia sostituendo una gran sete che cerco di tenere a bada con il miele. Ancora 3 maledetti chilometri e avrò finito.

Capitolo 8: L'arrivo - Mentre cerco disperatamente di resistere alla sete, il crampo riprova a chiamare. Questa volta è meno insistente. Però la paura è la stessa. Così come è la stessa la mia contromossa: "Signole non c'è, lichiami più taldi" direbbe il filippino di Marzocca. Adesso entriamo in via del Traforo, un'ultima salitella alla fine della quale si cela la gloria. Per fortuna anche l'acqua è lì. Per cui giù un po' d'acqua e poi giù in picchiata verso piazza Venezia; ammetto che sto per piangere, e non so perché penso a mio figlio. Mentre scendo in piazza Venezia, supero una runner che si accorge del mio arrivo, devo avere un passo non propriamente felpato. Si gira e mi incita: "Vai vai che sei fresco". Se non mi ha preso per il culo le devo dire grazie, mi ha dato la spinta per questi ultimi metri. Vedo il Vittoriano, accelero, le gambe come d'improvviso tornano agili, ancora 200m e sarà gloria. Supero ancora qualche concorrente. Traguardo superato con le braccia al cielo. Urlo di gioia misto a fatica. Il crono dice 3h31'02", ma il real time dirà 3h27'08". Medaglia al collo, coperta in alluminio, bere qualche cosa e via a casa. Moglie e figlio mi aspettano per un pranzo rigenerante.

Prologo: Ce l'ho fatta. Diamo un po' i numeri. Ho corso quasi 800 Km in tre mesi, ho perso quasi 5 Kg di peso, ho fatto una prima parte di gare in 1h44'02", mentre la seconda l'ho corsa quasi 1' più veloce. Al 5° Km ero 3956°, all'arrivo sono 2079° generale e 1993° degli uomini, 363° di categoria. Per 19 edizioni, non ha mai piovuto, e come dice Nino, l'avrò mica portata io sta cacchio di pioggia? 
Non ho molto altro da dire, se non che stranamente ho preferito allenare una maratona che una mezza maratona. Non so se sono scemo, masochista o entrambe le cose, ma a me correre per più di 3 ore è piaciuto parecchio. Certo se riuscissi a correrla in meno di 180' sarebbe fantastico, ma questa è la vita reale non un film di fantascienza. Per cui mi accontento e da qui riparto sapendo di poter puntare nuovi traguardi. Prossimo appuntamento mezza maratona di Chia il 27 aprile 2014. Ci ho preso troppo gusto!

Buona Corsa!

33 commenti:

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  3. bravissimo e ricordati: la prima la ricorderai per sempre.
    ps
    grazie per tutta l'acqua che ci hai fatto prendere

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    1. Mo non ti incazzare con me per quella manciata di secondi... aspetto il tuo post!

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    2. no, no, solo per l'acqua

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  4. Fantastico post, complimenti! E la gestione della gara non è stata da meno: fare un negative split al primo tentativo è un gran risultato, per te e per chi ti ha seguito e consigliato durante tutta la preparazione!

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    1. Di sicuro devo molto a Giuseppe! Solo 2 anni fa per me la maratona era roba da superuomini

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    1. A quando la tua prima vecchio JollyRoger?

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  6. I tuoi messaggi su WhatsApp di questi mesi, alle 4 del mattino e prima di uscire per lunghi e duri allenamenti invernali, sono stati fantastici ed una motivazione in piu' per noi bloggers!
    W la lurida maratona di Roma!!!

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    1. come dice Master, Rome è Troia... quindi per definizione è Lurida!

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  7. Io la mia prima la ricordo ancora, compresi i crampi sul ponte della libertà che conduce a Piazza S. marco. Un esordio in mara sotto le 3 30 è tanta roba :-)

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    1. Per ora la mettiamo lì, e vediamo tra quanto ci sarà la prossima maratona.

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  8. Una gestione da manuale, per essere la prima non è andata bene, è andata benissimo!
    e lascia stare il tempo ufficiale, quello lo lasciamo ai keniani, per noi conta solo il real!
    Alessà, il negative split dimostra che sei partito sotto tono, ed hai fatto bene alla prima, alla prossima andrai ancora meglio! Complimenti ancora!

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    1. Gianlù grazie, spero solo di riuscire prima o poi a conoscerci di persona... Magari alla prossima Mara di Roma

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  9. Bravissimo Ale, come immaginavo sei andato ben sotto i 5'/km ed in condimeteo ideali, su percorso piatto e senza sampietrini avresti tolto almeno un paio di minuti!
    Continua cosi'!

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    1. Spero prima o poi di fare una mara facile ( trieste o milano) e avvicinare quel grande veccio di RB con i suoi under 200

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  10. Certo che puoi correre under 180.
    Ma probabilmente non ti basta solo temprarti alle distanze lunghe devi anche migliorare la cilindrata. Obbligatorio valere al minimo 38.00 sui 10km e 1h e 24 in mezza

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    1. Andiamo piano, per ora devo fare ancora un under 90 sulla mezza :-)
      Segna che alla prossima ti devo pagare un caffè :-)

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  11. Complmimenti., gara gestita da manuale

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    1. Grazie, devo dire inaspettatamente

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  12. Mi unisco al coro di complimenti e i miei sono particolarmente sentiti essendo io stesso un fautore del negative split.. Grande!!

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    1. Era una cosa che ignoravo il negative split, quando Giuseppe me l'ha detto mi son dovuto far spiegare cosa volesse dire :-) Sono profondamente ignorante!

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  13. Grande!!!! Io ho chiuso in 3'46:03 realt time. Per la prossima voglio stare sotto le 3:30 posso farcela! :D

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    1. Grazie, di sicuro stare sotto le 3h30 non è un'impresa titanica :-)

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  14. complimenti , un ottimo esordio .........tanti sacrifici ripagati alla grande

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    1. Grazie Lello. Ora si torna a ritmi più normali

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  15. Bel racconto, molto emotivo, è stato un piacere leggerlo...e soprattutto complimenti!

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  16. Ciao Alex per la prossima hai pensato a MONACO? il 12 ottobre. Secondo me trovi voli molto convenienti.

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    1. Per ora penso a fare bene le mezze... Forse Torino a Novembre

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  17. Benvenuto nel club Alex e che ingresso!! Col botto!
    Bravissimo,COMPLIMENTI! ;)

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