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martedì 19 marzo 2019

VI Mezza maratona del Giudicato

Dopo quasi 10 giorni dalla gara mi decido a scrivere il resoconto di una corsa che è stata piacevole, non corsa per fare tempo, e soprattutto ci ha regalato uno sprazzo di sole primaverile.

Come sempre arrivo con abbondante anticipo a Oristano, quest'anno senza famiglia al seguito, perché il nano è raffreddato e lasciarlo sotto la brezza di maestrale tutto il giorno mi fa temere per la sua salute.

Arrivato in prossimità della partenza non vedo nessuno, quindi prendo la direzione di piazza Eleonora e vado a farmi un caffè, davvero buono e corroborante.

Al rientro, sulla riga di partenza/arrivo incontro Alessandra che con la sua collega sta preparando il sistema di cronometraggio TDS. Visto che non ho nulla da fare e il pettorale me lo ha recuperato il giorno prima Giuseppe, decido di aiutarle a spostare tavolo, stendere tappeti e così via.

Alle 9 finalmente vedo Giuseppe che mi consegna pettorale e pacco gara; assieme andiamo alla macchina e mi cambio. Pisciatina orientativa e si inizia il riscaldamento. Ora sono in canotta e manicotti. C'è fresco e si sta decisamente bene.
Torniamo in zona partenza e continuiamo a corricchiare incontrando un sacco di gente. Oristano è a metà strada tra Cagliari e Sassari, per cui riesce a catturare un bel po' di atleti che solitamente non vedo nelle gare del cagliaritano, tra cui una splendida ragazza, che poi scoprirò chiuderà la gara in 83'.

Alle 9:45 entriamo in gabbia, c'è davvero parecchio caldo, e infatti i manicotti vengono sfilati. Sulla riga di partenza ci sono anche Emiliano e Manuel, due compagni di squadra. Emiliano per noi è inavvicinabile, mentre Manuel pare voglia fare il nostro passo. In teoria, dividendo la gara in tre split da 7 Km dovremmo tenere 4'25" - 4'20" - 4'15". Gli diciamo di stare con noi che lo porteremo all'arrivo in 4'20" di media.

Dopo qualche minuto di ritardo sulla partenza, lo sparo.
Emiliano e Manuel partono a razzo.
Io e Giuseppe non rispettiamo esattamente la tabella di marcia anche perché nei primi chilometri incontro Maurizio, che è un po' fuori allenamento, ma tra una chiacchiera e l'altra perdiamo il contatto col cronometro e i primi chilometri li facciamo decisamente più veloci.

Dopo 2 o 3 chilometri Maurizio rallenta e io e Giuseppe ci attestiamo sui 4'19".
Tutto sembra andare via facile, anche se ora il cielo si è aperto del tutto, non c'è vento e si inizia a sudare.
Al 7° Km chiudiamo in 4'18" di media ma Giuseppe è dietro di me di dieci metri, penso voglia sfruttare la scia di altri atleti.
Intanto una tizia in bicicletta ci incita per raggiungere un gruppetto davanti perché ora il vento lo abbiamo proprio in faccia. Così che si possa fare gruppo e faticare un po' meno.
Ma meglio non strappare. 

Intanto riaggancio Manuel che è partito troppo forte e mostra già i sintomi di chi sta per saltare.

Verso il 9° Km come ogni anno, c'è il giro di boa dove atleti che arrivano verso la spiaggia incontrano una prima volta quelli che vanno via. E la tizia in bici si rifà viva e scassa un po' le palle perché a momenti porta via qualcuno.
Il passo per me è costante, sempre 4'18" con agilità anche se la tentazione di rallentare inizia ad affacciarsi.

Dopo i 340 Km corsi a Dicembre, sono andato via via riducendo il chilometraggio, un po' per virus intestinale, un po' perché ho fatto trasferte per il lavoro, un po' perché sto attraversando un periodo di stanca.

Comunque, dopo un chilometro di esitazione, mi rimetto a regime. Si entra a Torregrande e il vento laterale è davvero fastidioso. Al 12° km altro giro di boa, e vedo che Giuseppe non è poi così distante, al massimo sarà a 100 metri.
Usciti da Torregrande inizia il rettilineo più noioso della gara, quello che ogni anno rischia di far saltare i nervi e deconcentrare. Non lo patisco e al 14° Km chiudo di nuovo a 4'18".

Inizio a pensare di poter fare i prossimi 7 Km intorno ai 4'15", mi sento bene, e non sarebbe male avvicinare i 90' così, senza particolare tenuta atletica.
Ma superato il 15° Km, c'è un cavalcavia lungo e duro, alla fine del quale passo da 4'19" a 4'23" nello split.

Per fortuna rettilineo e poi discesa, penso di potermi rimettere in riga in un chilometro. Invece questo è l'inizio della crisi. Al 17° provo a rintuzzare, ma non tengo il passo e anzi sento la crisi arrivare. Cosa che di solito non mi succede, vengo ripreso da 5/8 concorrenti che avevo superato parecchi chilometri prima. Probabilmente sto andando a 4'30". Al 18° mi supera uno che nona vendo il garmin mi chiede il passo globale. Siamo a 4'19" su tutta la gara, ma nello split sono a 4'25".

Al 19° toccherò addirittura, per qualche centinaio di metri, i 4'26".
Gli ultimi due chilometri li faccio con alle spalle una ragazza che sbuffa come un treno a vapore. Decido di resistere e non farmi superare; cerco una scioltezza che le mie gambe non sono in grado di dare, ma comunque il passo si rifà un filo più rapido.
All'inizio dell'ultimo chilometro, non sento più la ragazza dietro di me (arriverà a 20 secondi da me) e anzi rivedo la tizia in bici


che incita un suo compagno di squadra che è sulle gambe. Ultimi 300 metri fatti in spinta (3'50" di passo) supero uno o due corridori e taglio il traguardo.
Il Garmin dice 1h31'45". Non male per una gara corsa con i residui della preparazione di Dicembre.
Ora testa a Pula a Maggio, e se capita ad Aprile un gita turistica a Chia.

Buona Corsa

martedì 1 gennaio 2019

Riassunto 2018

E alla fine arrivò la chiusura dell'anno. Questo è il momento di fare bilanci sull'anno passato e previsioni per l'anno futuro.
Partiamo subito dalle previsioni: come sempre il mio unico scopo è riuscire a fare ciò che so fare meglio... Schifo!

Vediamo invece com'è andato l'anno.
A Gennaio, nonostante gli allenamenti tosti con ripetute sotto i 4' a Km, sembrava che potessi fare una bella primavera. Purtroppo i carichi di lavoro hanno messo a dura prova l'articolazione dell'anca. Lieve infiammazione che mi ha portato a valutare un rallentamento dei ritmi e una riduzione dei carichi. Provo a fare più chilometri ma più lenti, ma nonostante un bel 30 Km a fine gennaio a 4'40", Giuseppe decide di farmi ricostruire.

A Oristano una mezza giusto per farla, e inaspettatamente viene fuori una corsetta in 96' e poco più. Sembra un buon punto di partenza.
Dopo Marzo ci saranno tanti mesi da oltre 300 Km di allenamento.
Oramai, avendo ripreso a viaggiare in auto per lavoro, le sveglie alle 4 sono un ricordo sbiadito, ma comunque per correre prima del lavoro ci si alza comunque alle 4:50.

Tanti i chilometri corsi infrasettimanali, e sempre più spesso le settimane si concludono con chilometraggio prossimo agli 80/85 Km.

A Maggio altra mezza per testare la gamba. Pula, per la prima volta corro una mezza in serata. La prendo a ridere con i compagni di corsa, e piano piano vedo che i 4'25" sono un passo facilmente sostenibile.

Chiudo la corsetta poco sopra i 94' molto soddisfatto. Arrivo preso per mano con mio figlio, pizza e birra a volontà in piazza. Consapevolezza che la forma piano piano sta arrivando.

Poche settimane dopo mi ritrovo coinvolto in una gara di paese in Ogliastra per la quale non avevo fatto preparazione, scarico e nemmeno la cena la sera prima è da gara.
Si gira per il paese, le campagne vicine e poi si torna in paese. Per essere una gara non certificata è organizzata davvero bene.

Da ora in poi è solo costruzione della forma e miglioramento della velocità. Tutta l'estate la passo a fare chilometri su chilometri. I più belli quelli corsi tra le masserie in Puglia a fine Luglio. E' un piacere correre tra ulivi, vigne e campagne varie.

Ad Agosto ancora tanti chilometri, aumentando anche la velocità di base, il tutto in previsione della mia gara preferita, la Mezza Maratona d'Ogliastra.
Il 7 ottobre, è il giorno della gara. Percorso cambiato, con partenza a Su Zirboni, una picchiata di 3 chilometri per 120 metri di dislivello in discesa. Mi diverto tantissimo, soffro il giusto, e scopro che alla fin fine il mio obiettivo, under 90', non è poi così distante.

Dopo un breve periodo di appannamento, dovuto anche ai festeggiamenti del compleanno, quest'anno sono 43 primavere, a Novembre riprendo a macinare chilometri e anche abbastanza veloci. Gli ultimi lunghi prima della mezza di Cagliari, dicono che ho un buon passo di fondo, nonostante i tanti chilometri settimanali. Arrivo alla gara pronto a fare il tempo.

E come già riportato nel'ultimo post, la delusione dovuta alla gara sarà tanta. Un po' perché sono saltato negli ultimi 5 chilometri, un po' perché il crono non è omologabile, dato che a causa delle modifiche al tracciato apportate nell'ultima settimana c'è un errore di misurazione di circa 400 metri.

Dalla gara del 2 Dicembre sono passati tanti chilometri, qualche chilo in più sulla panza, ma soprattutto non ho perso per fortuna forma e voglia di continuare a caricare.

Nell'ultimo mese alla fine ho corso per 340 chilometri, il mese del 2018 con più fatica e qualità allo stesso tempo.
Ora non mi resta che continuare a lavorare intensamente, perdere i tre chili accumulati a Dicembre e sperare per Marzo di avere un po' di clemenza da parte del meteo e vedere se a Oristano, finalmente, arriverà una gara degna di nota e possibilmente di personale.

Buona corsa!

PS: ricordatevi sempre, fare schifo non è importante, è l'unica cosa che conta.

giovedì 6 dicembre 2018

CRAI Cagliari Respira

Il 7 ottobre ci sono andato vicino. Ma andarci vicino non conta nulla se non a bocce.
Quel maledetto limite dei 90' mi perseguita oramai da 4 anni. Da quella Cagliari Respira del 2014 dove inaspettatamente, anche se solo per 2 secondi, andai sotto i fatidici 90'.

Dalla Mezza di Ogliastra sono passati quasi due mesi, 500 Km di allenamenti ai soliti orari da panettiere, chilometri più o meno veloci, un po' di stanchezza dovuta alla vita quotidiana e qualche ritocco alle tabelle proprio per la troppa stanchezza accumulata.

Domenica 25 Novembre ultimo test: 27 Km con dentro un ventello da fare in teoria con solo i primi 5 e gli ultimi 5 chilometri un filo più lenti del passo gara (4'12"). Invece alla fine verrà fuori un 20 Km tirato a 4'15", con gli ultimi 5 Km fatti a 4'07". E quella settimana la chiuderò a 85 Km.

I presupposti per fare bene ci sono tutti; scarico per bene le gambe dopo il mercoledì in cui faccio un 3*2000 a RG.

Domenica si parte con i compagni di squadra, arriviamo abbastanza in anticipo. Seconda colazione con pane e miele alle 8:30 e poi ci si prepara per lo start alle 10.
In fase di riscaldamento non riesco a svuotare l'intestino. Come dirò a Maurizio in fase di riscaldamento, non mi sento soddisfatto, è come se sentissi una forza dentro che neanch'io so come.

Partenza
Con Maurizio, ex collega nonché amico di tante mezze, decidiamo di partire assieme. 4'15" per i primi 5 chilometri e poi vedremo.
Intanto mi attardo cercando di fare il vuoto dentro di me. Questo ci costerà partire parecchio dietro in gabbia.

Alle 10 lo sparo.
Percorso leggermente modificato alla partenza e all'arrivo a causa dell'inagibilità dello stadio del CONI. Si parte dalla fiera. Usciti dalla fiera, subito la salitella di via Rockfeller e poi giù in picchiata per viale Diaz e via Roma.
Le gambe vanno bene e i 4'15" ci stanno tutti senza fatica.
Arriviamo ai piedi di largo Carlo Felice. Teniamo i 4'15"/16" e vediamo che quando noi siamo praticamente alla base della salita, i palloncini dei 90' sono quasi in cima. Diciamo che hanno su di noi circa 200m di vantaggio.
In Gruppo
In piazza Yenne si scollina e via giù per corso Vittorio. Maurizio si stacca, per lui i 4'15" erano un tentativo che capisce di non avere. Io vado e lo split ai primi 5 Km dice 21' netti. Ma il Garmin segnala 40 metri meno dei 5 Km. Succede.

A questo punto decido di mettermi a passo gara, 4'12". In realtà la discesa mi aiuta e il sesto chilometro lo faccio quasi tutto sotto i 4' a Km. Comunque la gamba gira facile, continuo a riprendere una marea di concorrenti che mi sono partiti davanti. In viale Trieste vedo un gruppo di atleti di una stessa squadra, mi metto con loro fino a via Roma. riprendiamo ancora un bel po' di gente. Sono a 4'10" costante e senza fatica. non salto un ristoro.

Via Roma
Finita via Roma, a metà viale Diaz c'è la solita salitella che ho paura mi cuocia, ma la prendo con calma e va via facile. Riesco pure a salutare Massimo e Stefano che mi incitano. Ponte Vittorio e poi giù per viale Poetto. Split al 10° Km in 21'09" con il Garmin che segnala 5.08 Km. Perfetto. in pratica il passaggio ai 10 Km in 42'10". Sono in tabella.
Supero le caserme, e continuo a recuperare atleti, vedo i palloncini dei 90' sempre più vicini. Molti degli atleti che recupero sono tra coloro che al via erano partiti coi palloncini e iniziano a saltare.
Sto davvero bene, gamba che gira facile, nemmeno un accenno di stanchezza. Decido di non prendere i carbogel perché ho paura che l'intestino si possa svegliare.

Viale Diaz
Sul lungomare Poetto inizia a entrare un filo di vento, ma non ci faccio caso, io ho il mio passo e vado convinto a 4'10"/11". Arrivo davanti all'ospedale Marino dove c'è il giro di boa. E lì c'è il cartello dei 15 Km. A sensazione mi sembra un po' presto. Split: 18'48". Sì è decisamente in anticipo. Il Garmin dirà 500 metri spaccati. 
In questo momento succede qualche cosa, ho paura che i miei piani gara saltino, anche perché ora nella mia testa dovrei andare a 4'08".
Entriamo a Molentargius e qui la brezzolina trasversale diventa vento in faccia. Sono a 10 metri dai palloncini verdi dei 90'. Vorrei raggiungerli per stare coperto. Ma come se mi si fosse spento un interruttore, le gambe iniziano ad imballarsi sullo sterrato.
Non riesco ad andare oltre i 4'16". Passo di fianco a un cartello ribaltato, forse quello dei 16 Km (che non vedrò mai).
Vedo i palloncini che un poco alla volta iniziano ad allontanarsi.

Poetto
Al 17° Km sono in piena crisi, ogni tanto rintuzzo ma più veloce di 4'18" non vado. Diciottesimo e diciannovesimo sono un'agonia.
Per la prima volta in gara vengo riagganciato da altri atleti che prima avevo superato in scioltezza. 
Gambe dure e testa che vorrebbe mollare; arrivo al 20° Km in 22'43", ma soprattutto il Garmin dirà che è stato uno split da 5220 metri.

Ora non c'è  altro da fare che cercare di accelerare, siamo sulla ciclabile di Su Siccu; dopo un po' c'è la curva che riporta verso piazzale Marco Polo, dove ho parcheggiato, proprio di fronte all'ingresso della Fiera. Qui ritrovo gamba, riprenderò uno o due atleti che mi hanno superato poco prima, sento Stefano o Massimo, non ricordo, che mi incitano, una volata di 200 metri. Vedo il cronometro che dice 1h28' e poco. Sprinto. Stop al Garmin. 1h27'45".
Quasi Finita
Che tempo. Ma come ho fatto?
Come cazzo ho fatto... Aspe'... Controlliamo la distanza misurata... 20.750. Ecco il barbatrucco. Questo crono non varrà più di 1h29'20".

Purtroppo a causa del cambiamento di percorso nell'ultima settimana il percorso nonostante sia stato omologato FIDAL, è stato misurato male.
Vabbè. Vorrà dire che avrò un PB non omologabile da dover abbattere. Ora testa alla prossima mezza, presumibilmente a Oristano.
Buona Corsa.

giovedì 11 ottobre 2018

5° Mezza Maratona d'Ogliastra

E dopo un anno rieccomi sulle strade di Cardedu e Barisardo. Quest'anno non si passa più nel territorio di Tortolì, con le sue salite di Cea e l'arrivo al lido di Orrì, ma si parte dal territorio di Gairo, da Su Zirboni e si arriva alla Torre di Barì.

Sono molto affezionato a questa gara che per me significa la riapertura della nuova stagione di gare. Su cinque edizioni ho perso solo la 3°. Nonostante la gara sia di piccole dimensioni è sempre stata ben organizzata, e quest'anno, dopo la parentesi dell'anno scorso gestita del mio amico di corsa Claudio Bagnasco, l'organizzazione torna in mano all'associazione Manotesa.

Già dal sabato si sente l'accoglienza della gente che mette il cuore nella gara e nella sua organizzazione. Arrivo di pomeriggio alla torre di Barì dove si ritirano i pacchi gara, una ragazza dell'organizzazione, di cui non ho chiesto il nome da gran cafone, mi guarda e fa: "Bonetti...". Capisce che rimango stupito. Le dico: "sì... come hai fatto?". "Ricordo la faccia dalla foto". Poi ci penserò... ma quale foto?

Comunque ritiro il pacco gara, che per 12€ di iscrizione è davvero tanta roba: zaino, maglietta, svariate buste di frutta secca bio. In più ne avessi il tempo, che non avrò, l'indomani avrei diritto al pasto gratis (credo ci fosse pecora in cappotto e tanto altro).

Torno a casa, cena a Lanusei con pizza a base di pecorino e guanciale, e poi alle 22 a nanna come un vero atleta.

L'indomani sveglia alle 6:30, colazione un po' arrangiata e alle 7:30 via verso l'arrivo da cui un bus ci porterà alla partenza.

Mentre sono per strada l'intestino reclama vendetta, e perché farlo arrabbiare rischiando di subirne le conseguenze in gara?
Dopo poco sono a Barì, dove subito incontro Claudio e altre persone che conoscerò sul momento. Tra queste Gastone Breccia, che nel pomeriggio presenterà il suo libro "La fatica più bella", e un ragazzo pisano di origini sarde con il quale chiacchiero in bus fino alla partenza.

Arrivare in bus alla partenza mi lascia stupito. Partenza a circa 120 m sul livello del mare. 
9:30 squillo di tromba e si parte. I primi cinque chilometri sono un delirio. Soprattutto i primi 2 che li corro sotto i 4' a Km. Un terzo chilometro rallentato a 4'27" causa uno strappetto in salita e poi tutti tra i 4'11" e 4'15" fino al decimo. La discesa mi ha dato fiducia, però so che ora inizia il duro: reggere di testa.
Altimetria
Guardo il crono e dice che la media è 4'11". Potrei fare il personale.

Da adesso decido di gestire, forse troppo presto per ragionamenti del genere, ma ho paura di saltare. Mi ero preparato per farla a 4'24", 4'20" andando bene. i 4'11" non sono di sicuro il mio passo.

Fino al decimo chilometro ho recuperato persone, però ora sono solo e non ho riferimenti.

Adesso si torna su un pezzo del vecchio percorso, che in passato era all'inizio e non mi è mai piaciuto, falso piano che dal livello del mare mi riportava in passato intorno ai 20m sul livello del mare. Quello che ignoro è che quest'anno anziché deviare nelle campagne, si continua dritt e per altri due chilometri si continuerà a salire fino a 60 m sul livello del mare.

Dopo il decimo chilometro, come dicevo, decido di gestire, due chilometri a 4'18", poi altri due a 4'19". Sono ancora in passo record. Ma ora iniziano i due chilometri peggiori che non sembrano finire mai: il 15° che chiuderò a 4'34" che inizia a cucinarmi le gambe e il 16° chiuso a 4'44" con gli ultimi 200 metri che mi uccidono (vedi foto). Al 17° si torna in piano e con un filo di discesa a favore, ma le gambe non si sciolgono e chiudo a 4'27". Ora ho ripreso fiato, come per magia, anche grazie alla discesa, non sento la fatica, e torno a 4'07". Sono convinto di potercela fare a fare il personale. Nella mia testa c'è un solo strappetto di salita da fare. ERRORE. Saranno 3.
Chiudo il 19° a 4'05" ma subito dopo il primo strappetto, che però non accuso, tanto nella mia testa, non ce ne sono altri.
Invece al ventesimo ce n'è uno bello tosto. E infatti chiudo il chilometro a 4'16". Quando passo davanti al cartello che indica che manca un solo chilometro, sul crono leggo 1:26'37". Il personale capisco che è saltato. Affronto ancora una salita e chiudo il 21° a 4'17". Ultimi 300 metri da GPS corsi a 3'47" anche se inutili mi fanno fare bella figura all'arrivo, dove evito di fermarmi a ritirare la medaglia. Un signore del pronto intervento, mi sfila il chip dal pettorale e gli chiedo "Dove posso vomitare?" Mi guarda esterrefatto come se gli avessi insultato la mamma... 1 secondo e una ragazza gentilissima mi mette la medaglia al collo che come per magia mi blocca i conati.

Siccome non sono sano di mente, forse il poco sangue al cervello mi condiziona, subito dopo la gara, mentre aspetto che Claudio e gli altri, eccetto Gastone che è signor atleta, arrivino, vado a fare il bagno. Mi spoglio in riva al mare, tengo su solo i pantaloncini e giù nelle acque cristalline dell'Ogliastra.

Splendida gara, gestita bene ma non benissimo. Forse avrei potuto soffrire un filo di più sulle salite, e allo stesso tempo usare un po' meglio le energie all'inizio.
Ma questo per ora è quello che ho ottenuto, e tanto mi basta. Negli ultimi 4 mesi mi sono allenato benissimo, correndo 1200 Km e togliendo 3'20" al tempo totale della mezza rispetto alla precedente di Pula. Se tanto mi da tanto (lo so l'atletica non è fredda matematica) a Cagliari potrei davvero fare una bella gara.

Per ora mi sono dovuto rassegnare Martedì e Mercoledì a correre lentamente perché questa gara mi ha lasciato dei forti dolori ai quadricipiti e al vasto.

Oggi sembra meglio, vediamo domani il progressivo se verrà via facile come spero o se dovrò soffrire come i giorni scorsi.

Buona Corsa

giovedì 14 giugno 2018

1° Camminata dell'amicizia - Gairo Sant'Elena

Con la famiglia si decide di andare in Ogliastra per fare due giorni alla solita sagra di Primavera Ogliastrina che si tiene a Gairo Sant'Elena.

Partenza il sabato mattina alle 8 evia andare, sciropparsi 200 Km in auto per poi arrivare in loco, comprare il necessario per qualche panino e poi verso le 13 giù al mare vicino a Tortolì.

Quello che non ci aspettiamo, e che all'arrivo nella nostra solita bottega di paese, una delle figlie della storica proprietaria, mi punti e mi dica: "Alessà, domani non puoi mancare, c'è la corsa dell'amicizia, dai che ci saranno un po' di persone".

Sul momento faccio il vago, ma onestamente non ho voglia di correre. Preferisco farmi i miei 18 Km previsti in tabella, al mio passo, per poi tornare a casa e dedicare la giornata alla famiglia e andare in giro per la sagra.

 Al rientro dal mare, mia moglie pensa bene di scendere in paese, mentre io porto il bimbo a casa, ma si dimentica di darmi le chiavi di casa.
A questo punto dopo 10 minuti di attesa, con il nano, raggiungiamo la mamma, che nemmeno a dirlo ha incontrato i cugini al chiosco in piazza.

Appena arrivo, non sia mai che in Ogliastra le persone non siano ospitali, subito una birra ghiacciata per me e un tea freddo per il nano. Si chiacchiera, ci chiedono di restare anche per la cena in piazza, e nel frattempo arriva la seconda birra ghiacciata.

E già qui uno dei due cugini di mia moglie, inizia ad abbozzare perché non mi iscriva alla gara. io faccio il vago, che vorrei andare al parco di Selene di corsa e tornare e che non pensavo di correre.

In tempo zero, mi trovo una terza birra in mano e sto firmando la liberatoria per partecipare l'indomani alla gara.

Quindi ceniamo in piazza con pecora in cappotto, vare coccò, casu axedu e salume locale e via a nanna.
Di sicuro il pasto non è un pasto da atleta, però chi se ne frega.

L'indomani sveglia alle 7, colazione, bagno e via a piedi nei pressi dello stadio, da cui partirà la gara.

Alle 9 si parte.
Il paese è terrazzato, partiamo in discesa ma dopo 500 metri è subito salita, circa 300 metri belli tosti che mi cucinano le gambe... Non mi sono riscaldato a sufficienza.

Torniamo dentro il paese e tra pianori e salitelle siamo già al secondo chilometro. Passo contenuto perché so che per i prossimi 3 chilometri sarà tutta salita.
La prendo con calma per non scoppiare.
Rifornimenti sempre puntuali e precisi ogni due chilometri. Arrivati in cima alla salita al 5° chilometro, inversione di marcia e si torna indietro.

Ci metto un po' a sciogliere la gamba, ma dopo uns esto chilometro a 4'22", finalmente le gambe si sciolgono, inanenllerò tre chilometro sotto i 4'10".

L'ultimo chilometro e ottocento metri è il più rognoso dentro il budello dei viottoli di Gairo. Infatti torno a 4'20".

Dopo l'ultimo tornante un bel rettilineo in selciato e arrivo in 'Prazz'e cresia'.

Sono sesto assoluto, ma il risultato non è quello che mi interessa.
Ciò che è importante è essermi divertito ma soprattutto che delle persone che amano questo sport, senza l'ausiolio di alcuna federazione, abbiano organizzato una manifestazione davvero davvero ben fatta.

Buona Corsa

lunedì 4 giugno 2018

Maratonina dei Fenici

E dopo quasi 3 mesi si torna a vestire un pettorale.

È la prima gara che faccio in orario serale, per cui ci sono parecchie incognite, soprattutto alimentazione e relativo comportamento intestinale.

Con la famiglia ci sciroppiamo 70 minuti d'auto sotto il sole, e la paura che all'arrivo ci sia da sudare parecchio si fa sempre più consistente. Una volta a Pula, via in piazza a ritirare il pettorale.

Come sempre la piazzetta è viva e piena di atleti che aspettano solo le 18 per spostarsi dall'arrivo, appunto in piazza, alla partenza, che dista circa un chilometri da qui.
Intanto Loris manifesta la sua noia più totale e quella santa donna di mia moglie lo sopporta. Ogni promessa è un debito, e come nelle ultime gare, gli prometto che taglierà il traguardo con me, nonostante sappia che i giudici potrebbero squalificarmi.

Alle 18 sono in zona partenza e per fortuna la mia peristalsi mi consente un perfetto assetto.
Contino a scaladarmi e ho paura, dato il sole e la temperatura, di saltare come un tappo di spumante a Natale.
Partenza
Giuseppe mi ha catechizzato, 4'30"/35", è un allenamento che dovrò recuperare alla svelta. Non ho resistenza alla velocità, per cui potrei farcela a farla a 4'25", ma sarebbe troppo stancante. Pensare a fare un personale è fuori dalla grazia divina.

Alle 18:35, con 5' di ritardo, lo sparo. 

Subito dopo la partenza, una rotonda e poi via verso Nora, alle rovine puniche. 
Dopo meno di 500 m incontro Maurizio e Alessandro. Si scambiano 4 chiacchiere e poi con Alessandro decidiamo di fare gara assieme. Entrambi, visto il clima, decidiamo di tenere un passo prudente per i primi chilometri.
Si chiacchiera
È un continuo parlare, non pensiamo alla corsa. I primi tre chilometri sono tutti sopra i 4'30", penso che Giuseppe sarà contento, per una volta sto seguendo le direttive.
Poi chissà perché chissà per come, 4° chilometro a 4'18". Devo darmi una regolata. In effetti è un chilometro con un pezzo in discesa e quello può aver aiutato la gamba. infatti al chilometro successivo torno a 4'28".

Nel frattempo con Alessandro ci facciamo un filo più taciturni, ma fino alla chiusura del primo giro tutto va liscio e si chiacchiera volentieri. Poco prima della chiusura del giro, Marcello cerca di farmi una foto, ma vedendomi solo all'ultimo, credo abbia fotografato chi mi seguiva; scambio una battuta al volo anche con lui che mi avvisa: "Al prossimo giro ti prendo".
Fine secondo giro
Gli ultimi due chilometri si chiudono abbastanza rapidi: 4'21", 4'15".
Sto decisamente bene, decido di non badare troppo al crono e al limite controllare di più la frequenza cardiaca.
Non manco un rifornimento, mi bagno e bevo regolarmente. Intanto il cielo si è coperto e la temperatura sta scendendo. Tutto meglio delle più rosee previsioni.

Al secondo passaggio a Nora, sia io sia il mio compagno di fatica, notiamo che stavolta la salitella inizia a farsi sentire sulle gambe. Al prossimo e ultimo passaggio, in questo punto si concluderà il sedicesimo chilometro. Ci guardiamo e abbiamo la stessa idea: ci sarà da soffrire.
Marcello aggiusta il tiro
Intanto continuiamo regolarmente a recuperare concorrenti che sono partiti davanti a noi o che sono partiti più veloci e ora stanno iniziando ad accusare la fatica.

Al 14° Km siamo di nuovo in centro a Pula e qui c'è un pezzo di falso piano, dove Arnaldo ci scatta le solite foto di rito (io in realtà lo vedrò solo all'ultimo giro). Anche questa salita mi fa temere, perché all'ultimo giro sarà all'ultimo chilometro.

Ripassiamo in piazza e Marcello stavolta mi fotografa. Peccato abbia il cellulare settato a capocchia, altrimenti la foto sarebbe molto carina.
È finita

Secondo e ultimo passaggio sotto al gonfiabile, ora Alessandro rifiata e mi lascia 10/15 metri di vantaggio. Mi giro regolarmente ma vedo che non molla. Ogni tanto gli chiedo come vada e mi dice di andare che non si sgancia.

Poco prima della chiusura del 16° chilometro supero Luca, che solo la domenica prima ha fatto un ultra trail in Transilvani. Sbigottito gli chiedo: "Ma come cavolo fai?", Mi risponde che in Transilvania c'era dell'ottima birra a basso costo. Ottimo doping.Lo saluto e vado oltre.
Alla canna del gas

Ora Alessandro è un filo più staccato, ma continua a non mollare. Io mi sento un po' stanco, ma non c'è odore di crisi. 16°, 17° e 18° si chiudono in 4'26", 4'24", 4'21". Sono regolare. Dal 15° chilometro il Garmin dice che sono in media a 4'25", sono arrivato anche a 4'24".

Tra 19° e 20° supero ancora un bel po' di gente, ma in testa mi viene paura di saltare, non so per quale motivo, e infatti chiuderò il 20° a 4'29".
All'ultimo chilometro decido di dare tutto, passo davanti a Arnaldo che mi farà due belle foto, dove prima esulto, perché sta finendo, e poi gli faccio cenno che non ne ho più.
Al traguardo col nano
Il 21° si chiude a 4'23".
Da Garmin mi restano 300 metri che chiuderò a 4'04", solo perché negli ultimi 50 metri rallento per tagliare il traguardo con il nano.

Finale 1h34'10". Partita per essere un'allenamento, credo che sia stata la mia miglior mezza (secondo tempo dopo il mio PB).

Ora non resta che mettermi finalmente a dieta, perdere sti 3 Kg di troppo e arrivare all'autunno per l'Arbatax resort park e la Mezza d'Ogliastra dove potrei divertirmi di nuovo sulle colline di CEA sperando che non cambino il percorso.

Buona corsa.