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martedì 9 dicembre 2014

Cagliari Respira 2014

E' dal 14 settembre che non scrivo più.

Da allora sono passati tanti chilometri, tante sedute di allenamento alle 4 del mattino, una nevralgia al trigemino, un raffreddore e tante notti insonni per il nano.

Ma andiamo con ordine.

A Ottobre chiedo al coach di dare una mazzata ai cavalli del mio motore e per un mese mi fa fare lavori brevi ma intensi. 

A fine ottobre poi arriva una tabella che ha del fantascientifico: le uscite domenicali, tutte sopra i 16 Km a una media di 4'30", e il giovedì e il martedì tanto fartlek; allenamenti mai fatti. Un po' mi terrorizza. Però poi facendo la prima settimana capisco che qualche cosa nel motore sta cambiando in meglio.

Purtroppo arriva il primo malanno di stagione, un raffreddore, e subito dopo una nevralgia in faccia che mi fa perdere allenamenti e smalto.

Tabella rivoluzionata, carichi ridotti e tutto da rifare.

Il coach non ha dubbi sulla linea da seguire, io invece sono solo un gigantesco punto interrogativo. Non ho idea di dove sto andando e in quali condizioni ci arriverò.

Le ultime due settimane di allenamento poi sono una totale scommessa. Pochi recuperi, tanti chilometri e tanta qualità. Arrivo a giovedì scorso completamente sfatto, dovrei fare 50' a 5' a Km ma non riesco a farne nemmeno 42' a 5'15".

Per la gara sono una mina vagante. Spero che i due giorni di recupero mi permettano di recuperare.

Arriviamo a domenica mattina, e ci incontriamo con Stefano e Giuseppe reduci dalla precedente Mezza Maratona di Uta dove lo scirocco e il caldo ha fatto saltare i loro piani di under 90'.

Oggi siamo tutti e tre convinti: 4'20" da Garmin costante per tutta la gara e non si sgarra.
Poche velleità, poco mordente. Solo l'idea di arrivare in fondo senza morire.

Arriviamo a Cagliari e il clima rispetto a due settimane fa si è ribaltato. Ci sono 9°C e un filo di maestrale che all'ombra congela.
Decidiamo di partire in canotta, senza termica e io con solo i manicotti a coprirmi le braccia.

Alle 10 in punto, davanti all'incrocio di Viale Diaz davanti all'Amsicora, si parte. Un fiume di 2500 persone, fra agonisti e non.

Subito 2 Km di discesa ci permettono di andare a regime. Io e Giuseppe siamo affiancati, Stefano è restato imbottigliato nella calca. E' sempre a 15 metri da noi, credo che nel giro di 5 Km si aggancerà. Aggancio che non avverrà mai, non vuole strappare e decide di tenerci nel mirino per avere un riferimento costante.

Al terzo chilometro subito una bella rampa in largo Carlo Felice; 500 metri di salita, che poi ci immettono in Corso Vittorio, dove decido di far recuperare il cuore. Le gambe sembrano avere patito. Tengo a freno Giuseppe che vorrebbe partire e tenere i 4'15".

La discesa di Via Trento ci permette di fiatare, e arrivare al 5° chilometro in agilità. Al rifornimento perdiamo tempo, controllo il passo medio in quel chilometro e siamo a 4'30", accelero. Giuseppe mi lascia andare. Poi all'arrivo scoprirò che 'si era scassato il cazzo' dei miei strappetti per tenere la media. 

Da adesso è corsa solitaria. Ogni tanto mi giro e vedo i miei compagni a pochi metri, non più di 20.
Al settimo chilometro mi si affianca un ragazzo con passo spedito... E' Michele, con il quale ho corso due chilometri nella precedente mezza in Ogliastra.
Lo riconosco, lo saluto, due convenevoli, e capisco che è il treno giusto. Lui punta i 90', io no. Però potrei provarci. Anche lui in realtà vuole stare intorno ai 91/92. Per cui decidiamo di partire assieme.

Al 10° Km passo in 43' spaccati, ossia 4'18". Perfetto.

Avviso Michele che mi sta tirando il collo, gli chiedo di cedere un filo, e ci assestiamo sui 4'16" da Garmin, anche se poi arrivati al Poetto iniziamo ad accelerare.
Il punto più duro è l'ingresso alle saline. Maestrale in faccia e 1 Km di sterrato che mettono a dura prova cosce e caviglie.
Con Michele ci alterniamo a prendere vento in faccia. Poi bello leggero e baldanzoso arriva uno che ha un passo costante, ci supera e noi ci accodiamo. Capiamo che sta puntando i 90' e probabilmente lo fa come allenamento. Corre senza pettorale. E' un metronomo. Va a 4'13" come se nulla fosse. Ci dice di seguirlo. Noi cediamo un filo, io ho paura di arrivare al 18° scoppiato. Ma lo teniamo nel mirino.

Passaggio al 15° in 64'17". Ultimi 5 Km a 4'16". Stiamo andando alla grande e il fisico non sente fatica. Usciamo dalle saline e da un po' non vedo né Giuseppe né Stefano.

All'ingresso della ciclabile, tornante in discesa e rivedo Giuseppe. Pollice alto e si continua ad andare.
Ora la gara è solo testa, passano 17° e 18° Km e la gamba tiene. Anche se arrivati in zona Su Siccu il vendo taglia un po' le gambe.

Al 19° Km la strada fa un falso piano a sfavore, tendo a cedere, ma al 19,5 Giuseppe mi supera, non è velocissimo ma più veloce di me. Ora o mai più. Gli urlo: "Dai che mi serve un gancio" e gli vado dietro, perdendo però la compagnia di Michele. Improvvisamente mi trovo a 4' a Km. Sto di fianco a lui fino al cartello del 20° Km il cuore sale forte, decido di cedere un po' e lasciarlo andare. Giuseppe ha 'cazzimma' da vendere. Lui supera il mio riferimento delle saline e se ne va. Io inizio a rivedere il mio riferimento, gli sarò a 10 metri.

Ora apnea fino alla fine. Entrimao in pista, sto cedendo, tengo botta a 3'57". Ai 150 metri sento uno con passo da bisonte che mi sta per raggiungere. No, non devo mollare, via in punta di piedi, gambe alte e allungare la falcata. Spingere. Intravedo il display, dice 1:30:05.. 06 ... 07. Finito.

Stoppo il Garmin. Faccio casino, lo riavvio, lo fermo di nuovo. Il mio Garmin dice 1:30:00... Vuol dire che ho fatto under 90'. 1:30'11" real time 1:29'58".

Abbraccio con Giuseppe che mi dice: "E ora ringrazimai sul blog". Fatto, Grazie Giuseppe. Nel frattempo avevo perso Michele. Arriva ora 1:30'31", poco sopra i 90' (real time 90'03"). Abbracci e ci ringraziamo a vicenda per esserci dati manforte. I cambi, soprattutto nella zona ventilata sono serviti.

Stefano arriva ora 1:30'56" real time 1:30'42". Contento per il personale inatteso ma forse un filo deluso per il muro dei 90' che resta ancora su.

Che devo dire.
Bella giornata, bella prova, totalmente inattesa.

Ora un solo dilemma: inverno deidcato al cross per mettere altri cavalli e puntare ad abbattere il muro dei 99' in mezza, o preparazione lunga per fare ad Aprile la maratona di Cagliari e puntare il muro dei 200'?
Madonna quanti muri!

Buona corsa!

lunedì 15 settembre 2014

Mezza maratona d'Ogliastra 2014

Allora, dopo qualche mese di ripresa e allenamenti con temperature africane, si torna in gara.

Sono in Ogliastra, e da venerdì porto a spasso il marmocchio per vedere un po' di campagna in un periodo in cui tutti vanno al mare.
Venerdì siamo andati nel parco di Selene a mangiare carne cotta alla brace da me personalemnte, Sabato a Baunei a vedere gli asini liberi che poi tanto allo stato brado non sono perché reclamano carote e altro cibo a nostra disposizione.

Il fanciullo si diverte e io con lui. Sabato mattina mi ricordo, prima della gita fra gli asini, di fare un allenamento di scarico. Sono a quasi 1000 m di quota e alle 7 del mattino ci sono 11 gradi. Penso che forse il tempo sarà clemente e mi risparmierà il tanto temuto bagno di sudore. Alle 11 però sono al ritiro pacchi gara, a livello del mare, e lì i gradi sono 29. Ok, so che l'indomani dovrò soffrire.

Passo la giornata, come già detto, sull'altipiano di Baunei, mangio 10 culurgioni di patate per pranzo e al rientro si sta un po' a letto fino al risveglio del cialtrone. Serata poi finita mangiando il timballo di pasta al ragù fatto da mia moglie.

Domenica mattina sveglia alle 6.25. Colazione con torta pasticciotto leccese fatta da mia moglie e poi prima sosta la bagno.
Tutto bene, dopo 10 minuti si sveglia il resto della famiglia; oggi giornata al mare per loro, di fatica per me!

Poco dopo, altra sosta al bagno... Questa volta un po' meno 'normale'.
Sono le 7:15 ora siamo pronti per incontrare il resto della squadra... Ops altra sosta, bella lunga, al bagno.
Non sto bene e credo che il mio cervello lo abbia capito benissimo.

Ore 7:30 via verso il camping di Orrì, dove devo trovare il resto della squadra e dove prenderemo il bus che ci porterà alla partenza.
Intanto il resto della squadra ha avuto un piccolo problema: la macchina ha deciso di morire a 60 Km dalla destinazione e a 130 Km da casa. Per fortuna un altro compagno di squadra li carica tutti e faranno gli ultimi 60 Km in 7 in auto.

Ci troviamo finalmente all'appuntamento e alle 8.15 si parte con destinazione Cardedu, da cui partirà al gara. I partecipanti non sono tantissimi, un po' la collocazione della gara, un po' la concomitanza di altre gare, alla fine al via saremo poco più di 120 partecipanti.

Tra i compagni di squadra e amici ci sono due che poi andranno a podio, di cui uno vincitore assoluto con un distacco di 4 minuti sul secondo.

Al via, comunque, nonostante la non perfetta condizione decido di provare a fare il passo gara pattuito col coach: 4'19".

Chiedo a Ilaria, un'amica veneta che sta riprendendo dopo gli infortuni se voglia farla assieme. Mi dice che correrà a sentimento (vincendo poi la graduatoria femminile assoluta).
Quindi via e dopo 1 Km sono a regime. Però mi rendo conto che la disidratazione causata dal malessere precedente mi sta fiaccando.

Comunque cerco di tenere. Al rifornimento del 5° Km sono già cotto, il passo è già sceso di 10 secondi a Km.

Al 7° mi fermo completamente. Ho il cuore costantemente sopra i 175 bpm, e lo scoramento è tanto. Vorrei andarmene. Mi supera Ilaria, e assieme a lei una mezza dozzina di atleti.
Rifletto, mi prendo 30 secondi, il cuore torna a 138. Riparto.

Ora nessuna velleità. Solo portarla a termine e vedere se di testa reggerò le salite toste che so benissimo che mi attendono.

In pratica corro da solo. Il gruppo di atleti è diviso in due: noi primi 30 e poi a più di 200 m da me tutti gli altri.

A questo punto testa bessa e vediamo di recuperare. All'8° Km prima rampa lunga, non una grandissima pendenza, ma almeno 600 metri buoni di salita continua. Metto le ridotte, accorcio il passo e tengo botta, e recupero subito uno degli atleti che mi aveva superato. Subito scollino, allungo il passo per spingere un po' in discesa, poi curva a gomito. Da una casa di campagna mi incitano, sorrido alzo il braccio, saluto e vado avanti.

Usciamo dalle campagne tra Cardedu e Barì, e siamo sul rettilineo che porta alla torre spagnola, lì c'è un giro di boa. Incrocio Ilaria lei mi incita, e io le grido che ci vedremo in cima, indicando che alla fine della prissima rampa sarò con lei. Nel frattempo un ragazzo dalle retrovie mi si affianca, siamo intorno ai 4'35" e facciamo un chilometro assieme, fintanto che a un rifornimento doppio, acqua e sali, non mi cade l'acqua. Impreco, lui continua a correre, lo rivedrò solo al traguardo.

Ora sembra che i tanti ristori, che sono molti di più rispetto a una gara classica, mi abbiano dato un po' di energia, per cui in discesa riesco a spingere e mi sembra di non sentire la stanchezza. Tante docce con l'acqua e qualche sorso per rifocillarmi.

Intorno al 13° Km riprendo Ilaria. E' in salita, e lei con la sciatica sempre latente non può spingere tanto. A questo punto non vale la pena spingere e provare a fare tempo, intanto la gara oramai è andata a donne di facili costumi.

Decido di farle il passo. In salita ogni tanto la perdo, rallento e poi la riporto sotto. Il suo unico pensiero è che la seconda non possa vederla, ma tra lei e la seconda delle concorrenti c'è un abisso. Ilaria è atleta di razza, con 84' sulla mezza e 3h05' sulla maratona. Però viene fuori da un periodo pieno di infortuni, e in questo caso, anche una pippa galattica come me può stare al suo passo.

Le salite si susseguono, sento di averne, ma una promessa è debito, e cerco di non mollare Ilaria da sola. In salita cerca di contenere lo sforzo per poi andare via facile in discesa.
Mi offro di prenderle i rifornimenti, ma lei ha tutto nella testa e mi dice di pensare solo a me stesso.

Purtroppo ha bisogno di gel per riprendersi un po' intorno al 16°. Purtroppo, appunto, né io né nessun altro ha a disposizione un gel.

A metà 17° Km il muro finale prima dello scollinamento definitivo. Una rampa al 10% di circa 400m. Sembra non finire più.
In salita sono sempre a testa bassa per restare concentrato sulla corsa. Quasi in cima mi rendo conto che Ilaria è rimasta un po' indietro. Torno indietro di 25 metri, la riprendo e arriviamo in cima a scollinare.

Qui come un miraggio nel deserto dei volontari ci forniscono le spugne, ne afferro 4 e mi faccio una doccia colossale.

A qeusto punto, recita la descrizione del percorso, sarà solo discesa.
Non è vero, ogni chilometro si ripresentano delle rampette di 50/100 metri, non impossibili ma che non ti fanno tenere bene il ritmo.

A 2 Km dall'arrivo vedo un'altro atleta che sta scoppiando, gli avevo promesso al 17° Km che non lo avrei superato (gli ho chiesto dei gel per Ilaria).

A 1500 metri decido di dare sfogo alle gambe; ora Ilaria è al sicuro da qualsiasi avversario e quindi può arrivare al traguardo da sola. A 1000 metri dall'arrivo riprendo il corridore di fronte a me, ma non voglio essere crudele, e gli chiede di correre con me; purtroppo è in riservissima e mi dice di continuare da solo.

Ancora un rampa, 300 metri, arrivo. 1h38'46". Ilaria arriverà 25 secondi dopo soddisfatta e come me sfatta.
Tanto caldo, percorso durissimo, forse 100 metri più corto di una mezza.

Però la giornata è stata stupenda, e anche se il mio corpo mi ha tirato un
brutto scherzo, diciamo che mi sono divertito.
Spero l'anno prossimo di riuscire ad affrontarla meglio, perché di sicuro nel 2015 sarò di nuovo là.

Buona Corsa!

mercoledì 3 settembre 2014

Agosto, chilometri non vi consco

L'anno scorso in questo periodo stavo riprendendo a correre. Venivo fuori da un'influenza contagiatami a ferragosto dal nano da giardino che circola in casa mia, avevo avuto una crisi ipoglicemica che a momenti mi fa svenire per strada, e in pratica non ne avevo più.

Come se fossi un vecchio cardiopatico, il coach mi aveva fatto ripartire con allenamenti che prevedevano alternanza di camminata e corsa. Mi sentivo umiliato e afflitto. Non sarei riuscito, nemmeno a fine ottobre, a correre un 10 Km a 4'30" e in pratica avrei chiuso una mezza maratona solo a Dicembre intorno a 97 minuti.

Tutto questo era il viatico che mi ha poi portato a preparare una maratona per Marzo e fare tantissimi chilometri.

Il 2013 l'ho chiuso con poco più di 2100 chilometri corsi. Al 31 Agosto 2014 ho già corso 1990 chilometri. Da quel famoso Agosto, eccezion fatta per il settembre successivo, non ho mai corso meno di 200 Km, e in particolare Agosto 2014 l'ho chiuso con 262 chilometri sulle gambe. Eccezion fatta per una seduta davvero dura che non sono riuscito a terminare a causa della stanchezza da sveglia alle 5 del mattino, tutte e quattro le settimane di allenamento di Agosto sono andate molto bene.

Sono un anno esatto che non ho più infortuni. Magari durante la preparazione della maratona ho avuto qualche affaticamento muscolare che ho risolto con un buon massaggio, e al limite qualche lieve infiammazione alle caviglie, ma niente che un po' di ghiaccio non risolvesse in meno di 2 giorni.

Ora, a quanto dice il coach, sto attraversando un buon momento di forma e il 14 di settembre dovrò affrontare la prima mezza maratona della stagione. Lui è fiducioso e ottimista come sempre. E io, come sempre, non so che pesci pigliare. 

Intanto con la società abbiamo rifatto i completini, che sono davvero belli, e anche personalizzati (vedi foto).

Ci si vede sulle strade.
Buona Corsa!

martedì 19 agosto 2014

Saucony Jazz 17

Dopo un mese di silenzio, mi rifaccio vivo su queste pagine.
Ne sentivate la mancanza? No? E chi se ne frega?

Allora, veniamo a noi.

Dopo avere corso per svariati mesi, compresa una maratona, con le Saucony Ride, prima 5 poi 6, ho deciso di aggiornare la mia scarpiera con un altro paio di scarpette della casa americana.
Questa volta non sono le Ride, anche perché costano tanto, ma un paio di più economiche Jazz 17.

Come le sorelle maggiori, anche queste scarpe sono 280 gr sullo US 9, hanno un drop di 8 mm, e sono di categoria A3.

Detta così, sembrerebbero un clone.

In realtà la scarpa in questione è molto più morbida, ha una figura più filante e soprattutto è forse un po' più versatile, soprattutto per i lenti corsi intorno ai 5' a Km.

Come oramai da qualche hanno in casa Saucony, la scarpa è stata alleggerita sulla tomaia. Infatti se da un lato abbiamo un peso tipico di una A2 pesante, dall'altro abbiamo l'ammortizzazione tipica di casa Saucony.
A differenza della Ride, della quale indosso lo US 9.5 (mezzo numero più del solito US 9), con la jazz indosso lo US 9 solo perché in negozio non avevano a disposizione lo US 8.5.

Mi ero innamorato della scarpa è ho preso il rischio di prenderla un filo abbondante.

  Fino a ora ci ho corso circa 100 Km. Sono davvero versatili. Ho fatto sia ripetute da 1 Km a 4'07", sia lenti a 5'00". Ora come ora non riesco a trovare un difetto in questa scarpa. Ha la capacità di agevolare i tuoi desideri, se vuoi andare veloce ti permette di spingere senza fare troppa fatica, se vuoi andare piano ti ammortizza il giusto per non farti male.

La scarpa si addice a chi ha un piede filiforme; infatti la punta va a stringere parecchio, molto più delle Ride. 
Sia visivamente, sia prendendole in mano, danno decisamente una sensazione di leggerezza.

Così come tutta la filosofia Saucony del drop a 8 mm, devo dire che anche queste Jazz portano a correre non con una rullata completa ma invogliano ad atterrare col mesopiede.

A differenza delle Ride, che già dopo 100 Km davano segni di usura della suola, queste Jazz paiono avere un battistrada leggermente più duro.

Cosa aggiungere: a settembre le proverò nella prima mezza maratona della stagione, e se come penso, le sensazioni dovessero essere buone, potrebbero essere le nuove compagne per la preparazione della prossima maratona.

Buona corsa!


lunedì 30 giugno 2014

Pagella del primo semestre

Oggi si chiude il primo semestre del 2014.

Guardando il GarminConnect, il sito mi dice che ho corso per poco meno di 1497 Km. Fino all'inizio di Giugno speravo di sfondare i 1500 Km, ma va bene così.

Se penso che solo nel 2010, in un anno intero, ho corso meno di 1476 Km, devo dire che l'incremento delle moli di lavoro  è stato imporetante.

Ma vediamo questo semestre com'è andato e diamo i voti.

Il 1° dicembre 2013 ho corso l'ultima gara, una mezza a Cagliari, in meno di 97 minuti. Avevo solo 2 mesi di preparazione seria sulle gambe, ma il lavoro costante di Giuseppe nel farmi prendere consapevolezza dei miei mezzi, mi ha portato a non sfondare più il muro dei 100 minuti.

Da allora in poi è stata solo preparazione per la corsa di Filippide.

Ho corso una quantità impressionante di chilometri nei primi tre mesi dell'anno e questo mi ha portato a fare il 23 Marzo di questo anno l'esordio nella mia prima Maratona a Roma: 3h27'08" (Voto 10 e lode).

Da allora ho capito che non sarò un campione di razza, e nemmeno lontanamente un foriclasse, ma col duro lavoro si può fare tanto. Soprattutto contando che ho corso talmente tanti lunghi sopra i 30 Km e a degli orari inumani, che forse, riuscendo ad avere degli orari più facili, potrei fare molto di più.

Dopo quella gara abbiamo cercato di sfruttare la forma per arrivare alla mezza di Maggio nello stato migliore. 

Intanto per prepararmi ho corso ad aprile la mezza di Chia a poco più di un mese dalla maratona. Crono finale 1h38'20" (voto 7). Contando che non avevo ancora preparazione specifica e il tracciato prevedeva delle salite importanti, non avrei potuto chiedere di più. Soprattutto contando il fatto che alla fine non ho nemmeno sofferto.

Subito dopo sono entrato nel clou della preparazione e oramai il 4'20" di passo era nelle mie corde, fino a 2 settimane dalla gara, qunado in tabella mi compare un simpatico medio di 15 Km a 4'20". Parto prudente, e alla fine lo concludo a 4'15" di media con soli 172 bpm sul cardio con al massimo punte di 176. (voto 8)

Oramai sono convinto, nella gara di fine maggio spaccherò il mondo. 
E invece il 27 Maggio salta fuori un'afa tremenda, il termometro a fine gara segnerà 27°C, e io per andare molto più lentamente avrò sempre il cuore oltre i 176 bpm. Chiuderò la gara in 1h34'58", 19" sopra il mio PB. Ero partito per puntare un 92' alto e invece ne è venuta fuori una prova abbastanza deludente, anche se alla fine il tempo non è malissimo, contando che è il mio secondo tempo in assoluto (voto 6.5).

Da allora sono in recupero, ho fatto anche da pacemaker per un amico in una 11.4 Km corsa a 6'09" di media (voto 8 per il divertimento).

Adesso devo ancora decidere cosa fare e quando farlo. Non ho molta voglia di fare gare; sto correndo solo per staccare la testa e scaricare lo stress della vita quotidiana. Anche se continuo a seguire tabelle di allenamento ed evito il metodo Katzen. 

Dovrei forse stare un filo più attento al peso. Da marzo, quando pesavo 74 Kg (sono sceso anche a 73), sono tornato costantemente intorno ai 75.7 Kg, e per una PIPPA come me questo non aiuta.

Di sicuro i 42 Km sono per ora la gara che mi piace di più, soprattutto perché riesco a essere molto costante nel passo, e al contrario non sono ancora capace a gestire i ritmi alti della mezza.

Purtroppo data l'insularità e i conseguenti costi, prima del 2015 non farò altre maratone. Unico obiettivo per i prossimi 6 mesi sarà quello di abbattere il muro dei 94 minuti, possibilmente andando anche sotto quello dei 92. Se poi avvenisse il miracolo e cadesse pure quello dei 90' potrei concludere l'anno con 10 e lode più bacio accademico.

Buona Corsa!

venerdì 20 giugno 2014

Metti una sera in chat

Oramai da qualche mese chatto su Whatsapp con una banda di matti conosciuti tramite il blog.

Ci sono cazzari, atleti di livello, coach seri, aspiranti IronMan. 
In pratica tutti accomunati dalla stessa droga: correre, nuotare, andare in bici... Poi ogni tanto anche qualche immagine zozza di dubbio gusto.

Ieri si facevano i pronostici per Leo, per capire a quanto potrebbe chiudere la maratona di Berlino. Il ragazzo ha "gambe e fiato finché vuoi". A breve avrà un 10 Km piatto e il fratello coach ha minacciato di picchiarlo se non dovesse chiudere con un 35' alto.

La discussione quindi ha virato sulla maratona, dove io gli ho pronosticato un 2h45' mentre tutti gli altri, lui compreso, sostengono debba puntare ad un più 'abbordabile' 2h53'.

La discussione, tra un'azione dell'Inghilterra e un goal dell'Uruguay, è andata a vanti prendendo strani percorsi.

Così discorrendo salta fuori che il buon Gianluca Master, finisher l'anno scorso a Klagenfurt in meno di 12 ore e attualmente in fase di preparazione per l'IronMan di Francoforte, è stato un fumatore. Apriti cielo. Gliene abbiamo dette di tutti i colori.

Così parlando scopriamo che lui fino ai 33 anni era in pratica sportivo come un comodino. Aveva il fisico di un sollevatore di polemiche, e peggio ancora, ha smesso di fumare solo 6 mesi fa. Contando che corre da 9 anni, vuol dire che molte delle sue maratone sono state preparate con il fumo nei polmoni. Certo, come ha descritto lui in chat il suo esordio in maratona è stato un 4h40', ora invece sta puntando al muro dei 190', e a Torino, dovrà battagliare con altri compagni di chat per non dover pagare caffé a tutti. E a detta del grande vecchio della chat, è pure forte in bicicletta.

Continuando a parlare, salta fuori che io non ho mai fumato, in compenso da studente rollavo sigarette per gli amici come sistema antistress, che da quando ho 12 anni ho fatto sempre attività fisica, dal salto in lungo alla pallavolo, passando per basket, palestra, piscina, kick boxing.

Lì Gianluca obietta alla mia considerazione che mi sembrasse strano un suo esordio così lento in maratona, che lui al contrario mio non si era mai mosso fino ai 33 anni se non per mettere dischi come DJ (ma non credo valga come attività sportiva).

Ok discussione garbata e normale.

Poi di punto in bianco Luca, fratello e allenatore di Leo, fa una considerazione: "Ma allora perché sei così pippa?".

Già, perché?
E' una domanda che mi faccio molto spesso... Eccheccazzo, è una vita che faccio attività fisica, eppure sono fermo come un paracarro. Se non fosse per il gran lavoro che il coach mi ha fatto fare negli ultimi due anni sarei ancora lì a cercare di stare sotto i 100' in mezza maratona e in maratona non avrei mai esordito.

Mi chiedo anche se ho raggiunto il mio massimo o ho ancora margini di miglioramento, con questo livello di impegno negli allenamenti.
Non so, solo il tempo potrà dirlo.

Ah Luca: Eh Vaffanculo! In amiciczia!

Buona Corsa!