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lunedì 2 marzo 2015

Mezza maratona del Giudicato

E alla fine arrivò il giorno in cui dovevo dimostrare a me stesso che il lavoro fatto in inverno dava i suoi frutti.

Arrivo dalla 30 Km di cagliari che mi ha lasciato tante scorie nelle gambe.
L'ultima settimana di rifinitura è andata abbastanza in vacca, a partire dai primi giorni dove le fasce late sono rigide e non riesco a correre come vorrei.

Il giovedì faccio bene la seduta di qualità, ma la domenica alzo bandiera bianca dopo appena 4 Km corsi sotto il vento e la pioggia. 
Sono stanco e la testa non regge.

E sarà proprio la testa la protagonista della gara fatta Domenica.
Arrivo da una settimana tosta per il morale; alcune persone intorno a me non stanno bene, sono nervoso, e tratto male pure mio figlio.
Di notte, rpima della gara, non dormo bene col pensiero rivolto a chi sta male e a quel povero mostriciattolo che poche ore prima ho maltrattato (non chiamate il telefono azzurro, l'ho solo cazziato a vuoto quando lui faceva solo il suo mestiere... il bambino).

Mi alzo alle 5.30 e sono indeciso se andare a fare la gara. Sono svogliato, triste e con pochissima volgia di soffrire.

Alla fine parto.
90' di auto e sono a Oristano.

Ritiro il pettorale, mi incontro con qualche amico, mi vesto e alle 9 inizio il riscaldamento con Michele, oramai compagno di gara abituale.

Poco prima dello start urgo di bagno, perdo contatto con Michele e purtroppo non ci rivedremo più se non all'arrivo.

Km 4 - Ancora fresco
9.45 sparo, e via andare. Nella testa l'idea è di andare a 4'10" costanti e vedere finché dura.
Nell'impresa di cercare di raggiungere Michele, i primi due Km sono sotto i 4' a Km.
Sembra di stare bene. Ai 5 Km, dopo 3 Km di assestamento, il apssaggio è in 20'55". 4'11" di passo. Quello che volevo.

Al 7° inizio leggermente a soffrire, una strada che poi vedrò sul profilo altimetrico Garmin essere piatta, mi sembra in salita. Niente la testa è andata.

Mi assesto a 4'20" e cerco di tenere.
Al 10° mi passa per la testa di mollare. Voglia di soffrire prossima allo zero. Però il passaggio in 42'40", 20" meglio del passaggio fatto quando ho fatto il personale, mi invoglia a continuare.

al 12° oramai ho capito che saranno solo chilometri da portare a casa. Inizio a sentire il classico fastidio che si ha quando non si ha voglia di fare una cosa.

Al 15° addirittura un punta al fegato mi obbliga a camminare per 200 m. Erano 4 anni che non avevo problemi di questo tipo.

Riparto e, siccome la gamba c'è ma la testa no, mi rimetto in caccia delle persone che mi hanno superato. Li riprendo regolarmente. La gamba c'è, mi ripeto.

Al 18° altra punta al fegato. Che palle!

Arrivo - Voglio morire
Riparto e mi rimetto a riprendere persone che mi hanno superato in precedenza.
al 19° aggancio un ragazzo di origine africana che zoppica, non riesce ad appoggiare il piede. cerco di portarmelo dietro. Andiamo senza troppo patire a 4'25".
Quando vedo il cartello del 20° Km decido di partire, tanto ho poco da perdere, mi metto regolare a 4'08". Ne riprenderò 7 solo nell'ultimo chilometro, loro sono cotti, io sono solo triste e incazzato.

Ultimo retilineo dove supero gli ultimi 2 a 100 metri dall'arrivo e chiudo in 94'14". Secondo mio crono di sempre. Ma sono incazzato come una vipera.
Le gambe c'erano, ma la testa è rimasta tra ospedale, casa e non so dove altro.

Per fortuna all'arrivo c'è un bellissimo buffet con molti prodotti dell'azienda casearai locale. Mangio come non ho mai fatto a un ristoro (mozzarelle, bevande al latte, pane e arance).

Tutto perfetto nell'organizzazione, se non fosse che poi scoprirò che il cronometraggio ha avuto le traveggole, io sono accreditato di 93'03", e molti miei amici si sono trovati i tempi completamente sballati e anche l'ordine d'arrivo sembra scritto da uno che passava di lì per caso e non sappia dire chi sia arrivato prima e chi dopo.

Comunque pra mi fermerò per far fiatare la testa. Forse l'idea dei 42 Km di Cagliari sta passando. forse mi fermerò fino a Maggio e continuerò a correre solo per scaricare un po' di tensione legata alla routine quotidiana.

Buona Corsa!

lunedì 16 febbraio 2015

Karalis 30

E dopo più di due mesi torno alle gare.

In realtà questa per me non è una gara, ma un ottimo modo di avvicinarmi al primo obiettivo di stagione: Mezza maratona di Oristano.

In ogni caso arrivo a questa prova con la consapevolezza che i 4'40" di passo sono il mio target, so che però la settimana di avvicinamento è stata tosta.
Infatti la seduta di Giovedì, 16 Km di fartlek, è slittata al venerdì mattina. Poi sabato 8 Km di scarico. Le gambe quindi sono belle gonfie di fatica.

Come se non bastasse, durante la settimana ho bruciato energie nervose a causa di un simpatico Ixodidae. Non sapete cosa sia? 
Nemmeno io finché non l'ho cercato su Wikipedia. Zecca. L'acaro maledetto si è andato ad agganciare alla testa di mio figlio. Per fortuna non è riuscito a suggere sangue e a causare la terribile infezione sul mio cialtrone.
Ma io comunque il cagotto me lo sono preso.

A parte questo arriviamo a domenica mattina. Non proprio mattina, diciamo le 5 del mattino, quando mi sono alzato è ho fatto colazione.
Nonostante la gara fosse a Cagliari, a causa della chiusura delle strade e anche perché dovevamo ancora ritirare i pettorali, con i compagni di gara siamo partiti alle 6.

Partiti col buio, e dopo 65 Km di cui almeno 30 con la nebbia (si anche in Sardegna c'è la nebbia), siamo arrivati a Cagliari con le prime luci dell'alba.

Arrivati allo stadio CONI, scopriamo che dove volevamo parcheggiare è stato definito zona rimozione. Quindi si torna in macchina e via a cercare un parcheggio vicino all'arrivo. Non facciamo in tempo a risalire in macchina che una Mercedes lanciata va a schiantarsi contro le transenne predisposte dall'organizzazione per chiudere la strada. 

Vabbè.
Via a cercare parcheggio, che troviamo dopo 5 minuti, e poi via al punto di ritrovo dove ci sarà il bus gratuito che ci porterà alla partenza.
Alle 8 siamo pronti a ritirare i pettorali, completare le ultime operazioni pre gara, consegna bagagli, riscaldamento (a momenti schiacciamo una siringa quando andiamo a fare pipì) e si fanno le 9.

3, 2, 1 Bang... Si parte.
Due giri della piazza fronte ex carcere di Buon Cammino e poi via verso il quartiere di Castello.
Io voglio farla a un passo costan... Niente c'è tanta discesa, tanto selciato e tanti ciottoli. Ci si butta a capofitto per Castello, poi Stampace, Marina e infine tra sali scendi si arriva a Villanova. 
I primi 5 Km sono passati alla media di 4'15". Ok continuo così e morirò.
Raggiungo Stefano che deve preparare Roma. Ha di sicuro più chilometri di me nelle gambe. Tiene bene i 4'25". Una volta usciti dal parco della Musica, preferisco lasciarlo andare, rischia di farmi scoppiare. Voglio assestarmi a 4'35", ma non riesco ad andare più lento di 4'32".

Al decimo Km passo poco più lento dell'ultima mezza, poco sotto i 44'. Giuseppe mi ha detto che questa gara non deve lasciare strascichi perché mi aspettano ancora 15 giorni di lavori per la Mezza maratona.

Quindi cerco di assest


armi a 4'40", ma non se ne parla, sono sempre veloce.

Ora inizia il primo di due giri; si torna indietro verso via Dante e poi via San Lucifero. Da qui saranno 3 Km di passione. Continui cambi di direzione e continui strappi, soprattutto in zona Villanova. Conto 5 strappi di 40 metri con pendenza oltre il 10%. Sono ancora fresco, li faccio quasi in apnea, ma non li sento.

Vedo il cartello del 25° Km ma ora io sono solo al 15°. Qui la strada mi dà tregua e torna a farsi leggermente pendente a favore.
Secondo passaggio al parco della Musica. Ora inizio a sentire la fatica; nonostante via Dante sia in discesa, non riesco a spingere, anche se il crono è ancora confortante. Sono come media complessiva a 4'32".

20° Km
Secondo passaggio allo stadio del CONI, ora decido di mettermi in modalità risparmio energetico, sono passati 20 Km e ho paura di scoppiare. Per me non è gara ma preparazione, quindi non devo rischiare a tutti i costi.

Al 22° Km imbarco un rifornimento di sola acqua. E' fresca.
Torniamo nel budello con strappi e curve secche. Sarà la fatica, sarà il rifornimento del 22°, ma un crampo mi attanaglia lo stomaco. Per un chilometro ho il terrore che l'intestino mi stia per mollare.

Ora passo al 25° Km (reale questa volta) e mi lascio andare a un sospiro di sollievo. I crampi all'addome sono passati e ora non reste che arrivare fino in fondo.
Nonostante la discesa di via Dante le gambe non girano, inizio a sentire i 16 Km di venerdì.

Saluto ai fotografi
Davanti a me il vuoto, dietro di me il vuoto. In pratica avrei fatto prima a stare a casa e farmi un allenamento in solitaria.
Vedo il cartello del 29° Km e so che ora devo solo abbandonare le gambe e dare tutto; in realtà terrò il passo costante fino agli ultimi 300 metri da correre in pista.

300... 200... 100... Finita. 2:19:25, ossia 4'39" di passo.

Saluto ai fotografi per foto dell'arrivo che troverò su Facebook. Squagliato ma non distrutto mangio 3 arance, litri di acqua e integratori, e poi via verso casa. Ho un cialtrone con cui giocare e una moglie con cui andare a vedere la sfilata di carnevale.

Infatti lo scarico di giornata prevede camminare con un cialtrone di 13 chili sulle spalle per 1 Km ad andare e 1 Km a tornare guardando la sfilata cittadina.

Stop al crono
Alle 22 sono sfatto e vado a letto consapevole che l'indomani mi svelgierò alle 5.30 con pochissima voglia di vivere. 
Stamani le fasce late fanno un male boia e credo che a breve vedrò il mio massaggiatore.
E da domani si torna a mettere qualità nelle gambe, sperando di non finire irrigidito.

Buona Corsa!

lunedì 2 febbraio 2015

Gennaio 2015

E così, senza nemmeno prendere una boccata d'aria, il nuovo anno riparte così come era finito il vecchio: chilometri, chilometri, chilometri.

Il coach, dopo l'ottima prova nella mezza ha deciso che è ora di dare un bell'incremento di cavalli al motore, e che c'è di meglio se non fare tanti chilometri di qualità?

Tante sveglie alle 4:00 AM e anche prima. Tanti chilometri al freddo e sotto pioggia e vento battenti.

Alla fine mi sto assuefacendo alla fatica, e infatti sabato 31 ho chiuso il mese correndo 50' che dovevano essere defaticanti: sono andati senza pensieri a 4'30". Forse c'è qualche cosa che sta migliorando.

In più sto trovando piacere nel correre la domenica su distanze oltre i 21 Km a un passo sempre intorno ai 4'33".

Se queste sono le premesse devo dire che per Marzo dovrei arrivare davvero in forma per la Mezza maratona di Oristano,

Intanto ho chiuso Gennaio con 289 Km corsi facendo sole 4 uscite settimanali, nemmeno stessi preparando la maratona.

La cosa grave è che ho iniziato Febbraio correndo 28 Km a 4'42" e la cosa non mi è dispiaciuta per nulla.

In più mi sta venendo una strana tentazione: correre la maratona di Cagliari il 12 Aprile, praticamente con pochissima preparazione specifica.

Che brutti pensieri affollano la mia testa.

Buona Corsa!

mercoledì 31 dicembre 2014

Bilancio 2014

Si è chiuso il mio 5° anno da runner.

Devo dire che un anno del genere sarà difficile da replicare.

A Marzo ho corso la mia prima maratona, andando subito a sfondare il muro dei 210 minuti. Molti miei compagni, più forti di me sulla carta, ancora non sono riusciti a fare altrettanto avendo corso già 3 o 4 maratone.

Poi l'anno mi ha riservato l'illusione di poter sfondare il muro dei 90' in mezza maratona, se non fosse che nella gara di maggio, è arrivato il primo caldo, che per me che corro alle 4 del mattino, è stata una mazzata terribile.

Tutto rinviato.

L'estate mi ha riservato solo tanti chilometri corsi in allenamento e nessuna gara fino al 14 Settembre quando ho corso la mezza di Ogliastra. Peccato che tra percorso da crono scalata e imprevisto intestinale pregara, la gara è andata via difficile e dura e se non fosse stato per la soddisfazione di portare Ilaria al traguardo da vincitrice, direi che la gara è stata fallimentare.

Da settembre solo allenamenti uno dietro l'altro, accumulando tanti chilometri e tanto lavoro per rendere il mio motore più potente. Poi arriva Novembre, il mese cruciale, e lì saltano fuori un raffreddore e una nevralgia al trigemino. Sono sicuro che la stagione è andata a farsi fottere.

Il 7 Dicembre arriva l'ultima mezza, che decido di correre in 92 minuti se le cose andranno bene.
Le cose però non vanno bene, vanno benissimo. Gamba arzilla, cuore vigoroso e un po' di culo col meteo. Crono finale 89'58". Muro dei 90' abbattuto.

Da allora solo allenamenti con tantissima qualità, ma allo stesso tempo molto lunghi. circa 60/65 Km corsi a settimana da allora con il solo sabato di rigenerante.

Ora gli obiettivi a breve termine sono due: correre a Febbraio la 30 Km di Cagliari a 4'40", per vedere se in autunno potrà diventare il mio passo maratona, e a Marzo fare la mezza del Giudicato di Oristano intorno agli 87' per poi puntare a fine anno ai famosi 84'. Ma forse questa non è scienza, ma fantascienza.

Per ora chiudo l'anno con 2850 Km corsi, a un soffio dal muro dei 3000 Km che spero di abbattere l'anno prossimo assieme a tanti altri muri.

Per adesso buon anno a tutti e come sempre
Buona Corsa!

martedì 9 dicembre 2014

Cagliari Respira 2014

E' dal 14 settembre che non scrivo più.

Da allora sono passati tanti chilometri, tante sedute di allenamento alle 4 del mattino, una nevralgia al trigemino, un raffreddore e tante notti insonni per il nano.

Ma andiamo con ordine.

A Ottobre chiedo al coach di dare una mazzata ai cavalli del mio motore e per un mese mi fa fare lavori brevi ma intensi. 

A fine ottobre poi arriva una tabella che ha del fantascientifico: le uscite domenicali, tutte sopra i 16 Km a una media di 4'30", e il giovedì e il martedì tanto fartlek; allenamenti mai fatti. Un po' mi terrorizza. Però poi facendo la prima settimana capisco che qualche cosa nel motore sta cambiando in meglio.

Purtroppo arriva il primo malanno di stagione, un raffreddore, e subito dopo una nevralgia in faccia che mi fa perdere allenamenti e smalto.

Tabella rivoluzionata, carichi ridotti e tutto da rifare.

Il coach non ha dubbi sulla linea da seguire, io invece sono solo un gigantesco punto interrogativo. Non ho idea di dove sto andando e in quali condizioni ci arriverò.

Le ultime due settimane di allenamento poi sono una totale scommessa. Pochi recuperi, tanti chilometri e tanta qualità. Arrivo a giovedì scorso completamente sfatto, dovrei fare 50' a 5' a Km ma non riesco a farne nemmeno 42' a 5'15".

Per la gara sono una mina vagante. Spero che i due giorni di recupero mi permettano di recuperare.

Arriviamo a domenica mattina, e ci incontriamo con Stefano e Giuseppe reduci dalla precedente Mezza Maratona di Uta dove lo scirocco e il caldo ha fatto saltare i loro piani di under 90'.

Oggi siamo tutti e tre convinti: 4'20" da Garmin costante per tutta la gara e non si sgarra.
Poche velleità, poco mordente. Solo l'idea di arrivare in fondo senza morire.

Arriviamo a Cagliari e il clima rispetto a due settimane fa si è ribaltato. Ci sono 9°C e un filo di maestrale che all'ombra congela.
Decidiamo di partire in canotta, senza termica e io con solo i manicotti a coprirmi le braccia.

Alle 10 in punto, davanti all'incrocio di Viale Diaz davanti all'Amsicora, si parte. Un fiume di 2500 persone, fra agonisti e non.

Subito 2 Km di discesa ci permettono di andare a regime. Io e Giuseppe siamo affiancati, Stefano è restato imbottigliato nella calca. E' sempre a 15 metri da noi, credo che nel giro di 5 Km si aggancerà. Aggancio che non avverrà mai, non vuole strappare e decide di tenerci nel mirino per avere un riferimento costante.

Al terzo chilometro subito una bella rampa in largo Carlo Felice; 500 metri di salita, che poi ci immettono in Corso Vittorio, dove decido di far recuperare il cuore. Le gambe sembrano avere patito. Tengo a freno Giuseppe che vorrebbe partire e tenere i 4'15".

La discesa di Via Trento ci permette di fiatare, e arrivare al 5° chilometro in agilità. Al rifornimento perdiamo tempo, controllo il passo medio in quel chilometro e siamo a 4'30", accelero. Giuseppe mi lascia andare. Poi all'arrivo scoprirò che 'si era scassato il cazzo' dei miei strappetti per tenere la media. 

Da adesso è corsa solitaria. Ogni tanto mi giro e vedo i miei compagni a pochi metri, non più di 20.
Al settimo chilometro mi si affianca un ragazzo con passo spedito... E' Michele, con il quale ho corso due chilometri nella precedente mezza in Ogliastra.
Lo riconosco, lo saluto, due convenevoli, e capisco che è il treno giusto. Lui punta i 90', io no. Però potrei provarci. Anche lui in realtà vuole stare intorno ai 91/92. Per cui decidiamo di partire assieme.

Al 10° Km passo in 43' spaccati, ossia 4'18". Perfetto.

Avviso Michele che mi sta tirando il collo, gli chiedo di cedere un filo, e ci assestiamo sui 4'16" da Garmin, anche se poi arrivati al Poetto iniziamo ad accelerare.
Il punto più duro è l'ingresso alle saline. Maestrale in faccia e 1 Km di sterrato che mettono a dura prova cosce e caviglie.
Con Michele ci alterniamo a prendere vento in faccia. Poi bello leggero e baldanzoso arriva uno che ha un passo costante, ci supera e noi ci accodiamo. Capiamo che sta puntando i 90' e probabilmente lo fa come allenamento. Corre senza pettorale. E' un metronomo. Va a 4'13" come se nulla fosse. Ci dice di seguirlo. Noi cediamo un filo, io ho paura di arrivare al 18° scoppiato. Ma lo teniamo nel mirino.

Passaggio al 15° in 64'17". Ultimi 5 Km a 4'16". Stiamo andando alla grande e il fisico non sente fatica. Usciamo dalle saline e da un po' non vedo né Giuseppe né Stefano.

All'ingresso della ciclabile, tornante in discesa e rivedo Giuseppe. Pollice alto e si continua ad andare.
Ora la gara è solo testa, passano 17° e 18° Km e la gamba tiene. Anche se arrivati in zona Su Siccu il vendo taglia un po' le gambe.

Al 19° Km la strada fa un falso piano a sfavore, tendo a cedere, ma al 19,5 Giuseppe mi supera, non è velocissimo ma più veloce di me. Ora o mai più. Gli urlo: "Dai che mi serve un gancio" e gli vado dietro, perdendo però la compagnia di Michele. Improvvisamente mi trovo a 4' a Km. Sto di fianco a lui fino al cartello del 20° Km il cuore sale forte, decido di cedere un po' e lasciarlo andare. Giuseppe ha 'cazzimma' da vendere. Lui supera il mio riferimento delle saline e se ne va. Io inizio a rivedere il mio riferimento, gli sarò a 10 metri.

Ora apnea fino alla fine. Entrimao in pista, sto cedendo, tengo botta a 3'57". Ai 150 metri sento uno con passo da bisonte che mi sta per raggiungere. No, non devo mollare, via in punta di piedi, gambe alte e allungare la falcata. Spingere. Intravedo il display, dice 1:30:05.. 06 ... 07. Finito.

Stoppo il Garmin. Faccio casino, lo riavvio, lo fermo di nuovo. Il mio Garmin dice 1:30:00... Vuol dire che ho fatto under 90'. 1:30'11" real time 1:29'58".

Abbraccio con Giuseppe che mi dice: "E ora ringrazimai sul blog". Fatto, Grazie Giuseppe. Nel frattempo avevo perso Michele. Arriva ora 1:30'31", poco sopra i 90' (real time 90'03"). Abbracci e ci ringraziamo a vicenda per esserci dati manforte. I cambi, soprattutto nella zona ventilata sono serviti.

Stefano arriva ora 1:30'56" real time 1:30'42". Contento per il personale inatteso ma forse un filo deluso per il muro dei 90' che resta ancora su.

Che devo dire.
Bella giornata, bella prova, totalmente inattesa.

Ora un solo dilemma: inverno deidcato al cross per mettere altri cavalli e puntare ad abbattere il muro dei 99' in mezza, o preparazione lunga per fare ad Aprile la maratona di Cagliari e puntare il muro dei 200'?
Madonna quanti muri!

Buona corsa!

lunedì 15 settembre 2014

Mezza maratona d'Ogliastra 2014

Allora, dopo qualche mese di ripresa e allenamenti con temperature africane, si torna in gara.

Sono in Ogliastra, e da venerdì porto a spasso il marmocchio per vedere un po' di campagna in un periodo in cui tutti vanno al mare.
Venerdì siamo andati nel parco di Selene a mangiare carne cotta alla brace da me personalemnte, Sabato a Baunei a vedere gli asini liberi che poi tanto allo stato brado non sono perché reclamano carote e altro cibo a nostra disposizione.

Il fanciullo si diverte e io con lui. Sabato mattina mi ricordo, prima della gita fra gli asini, di fare un allenamento di scarico. Sono a quasi 1000 m di quota e alle 7 del mattino ci sono 11 gradi. Penso che forse il tempo sarà clemente e mi risparmierà il tanto temuto bagno di sudore. Alle 11 però sono al ritiro pacchi gara, a livello del mare, e lì i gradi sono 29. Ok, so che l'indomani dovrò soffrire.

Passo la giornata, come già detto, sull'altipiano di Baunei, mangio 10 culurgioni di patate per pranzo e al rientro si sta un po' a letto fino al risveglio del cialtrone. Serata poi finita mangiando il timballo di pasta al ragù fatto da mia moglie.

Domenica mattina sveglia alle 6.25. Colazione con torta pasticciotto leccese fatta da mia moglie e poi prima sosta la bagno.
Tutto bene, dopo 10 minuti si sveglia il resto della famiglia; oggi giornata al mare per loro, di fatica per me!

Poco dopo, altra sosta al bagno... Questa volta un po' meno 'normale'.
Sono le 7:15 ora siamo pronti per incontrare il resto della squadra... Ops altra sosta, bella lunga, al bagno.
Non sto bene e credo che il mio cervello lo abbia capito benissimo.

Ore 7:30 via verso il camping di Orrì, dove devo trovare il resto della squadra e dove prenderemo il bus che ci porterà alla partenza.
Intanto il resto della squadra ha avuto un piccolo problema: la macchina ha deciso di morire a 60 Km dalla destinazione e a 130 Km da casa. Per fortuna un altro compagno di squadra li carica tutti e faranno gli ultimi 60 Km in 7 in auto.

Ci troviamo finalmente all'appuntamento e alle 8.15 si parte con destinazione Cardedu, da cui partirà al gara. I partecipanti non sono tantissimi, un po' la collocazione della gara, un po' la concomitanza di altre gare, alla fine al via saremo poco più di 120 partecipanti.

Tra i compagni di squadra e amici ci sono due che poi andranno a podio, di cui uno vincitore assoluto con un distacco di 4 minuti sul secondo.

Al via, comunque, nonostante la non perfetta condizione decido di provare a fare il passo gara pattuito col coach: 4'19".

Chiedo a Ilaria, un'amica veneta che sta riprendendo dopo gli infortuni se voglia farla assieme. Mi dice che correrà a sentimento (vincendo poi la graduatoria femminile assoluta).
Quindi via e dopo 1 Km sono a regime. Però mi rendo conto che la disidratazione causata dal malessere precedente mi sta fiaccando.

Comunque cerco di tenere. Al rifornimento del 5° Km sono già cotto, il passo è già sceso di 10 secondi a Km.

Al 7° mi fermo completamente. Ho il cuore costantemente sopra i 175 bpm, e lo scoramento è tanto. Vorrei andarmene. Mi supera Ilaria, e assieme a lei una mezza dozzina di atleti.
Rifletto, mi prendo 30 secondi, il cuore torna a 138. Riparto.

Ora nessuna velleità. Solo portarla a termine e vedere se di testa reggerò le salite toste che so benissimo che mi attendono.

In pratica corro da solo. Il gruppo di atleti è diviso in due: noi primi 30 e poi a più di 200 m da me tutti gli altri.

A questo punto testa bessa e vediamo di recuperare. All'8° Km prima rampa lunga, non una grandissima pendenza, ma almeno 600 metri buoni di salita continua. Metto le ridotte, accorcio il passo e tengo botta, e recupero subito uno degli atleti che mi aveva superato. Subito scollino, allungo il passo per spingere un po' in discesa, poi curva a gomito. Da una casa di campagna mi incitano, sorrido alzo il braccio, saluto e vado avanti.

Usciamo dalle campagne tra Cardedu e Barì, e siamo sul rettilineo che porta alla torre spagnola, lì c'è un giro di boa. Incrocio Ilaria lei mi incita, e io le grido che ci vedremo in cima, indicando che alla fine della prissima rampa sarò con lei. Nel frattempo un ragazzo dalle retrovie mi si affianca, siamo intorno ai 4'35" e facciamo un chilometro assieme, fintanto che a un rifornimento doppio, acqua e sali, non mi cade l'acqua. Impreco, lui continua a correre, lo rivedrò solo al traguardo.

Ora sembra che i tanti ristori, che sono molti di più rispetto a una gara classica, mi abbiano dato un po' di energia, per cui in discesa riesco a spingere e mi sembra di non sentire la stanchezza. Tante docce con l'acqua e qualche sorso per rifocillarmi.

Intorno al 13° Km riprendo Ilaria. E' in salita, e lei con la sciatica sempre latente non può spingere tanto. A questo punto non vale la pena spingere e provare a fare tempo, intanto la gara oramai è andata a donne di facili costumi.

Decido di farle il passo. In salita ogni tanto la perdo, rallento e poi la riporto sotto. Il suo unico pensiero è che la seconda non possa vederla, ma tra lei e la seconda delle concorrenti c'è un abisso. Ilaria è atleta di razza, con 84' sulla mezza e 3h05' sulla maratona. Però viene fuori da un periodo pieno di infortuni, e in questo caso, anche una pippa galattica come me può stare al suo passo.

Le salite si susseguono, sento di averne, ma una promessa è debito, e cerco di non mollare Ilaria da sola. In salita cerca di contenere lo sforzo per poi andare via facile in discesa.
Mi offro di prenderle i rifornimenti, ma lei ha tutto nella testa e mi dice di pensare solo a me stesso.

Purtroppo ha bisogno di gel per riprendersi un po' intorno al 16°. Purtroppo, appunto, né io né nessun altro ha a disposizione un gel.

A metà 17° Km il muro finale prima dello scollinamento definitivo. Una rampa al 10% di circa 400m. Sembra non finire più.
In salita sono sempre a testa bassa per restare concentrato sulla corsa. Quasi in cima mi rendo conto che Ilaria è rimasta un po' indietro. Torno indietro di 25 metri, la riprendo e arriviamo in cima a scollinare.

Qui come un miraggio nel deserto dei volontari ci forniscono le spugne, ne afferro 4 e mi faccio una doccia colossale.

A qeusto punto, recita la descrizione del percorso, sarà solo discesa.
Non è vero, ogni chilometro si ripresentano delle rampette di 50/100 metri, non impossibili ma che non ti fanno tenere bene il ritmo.

A 2 Km dall'arrivo vedo un'altro atleta che sta scoppiando, gli avevo promesso al 17° Km che non lo avrei superato (gli ho chiesto dei gel per Ilaria).

A 1500 metri decido di dare sfogo alle gambe; ora Ilaria è al sicuro da qualsiasi avversario e quindi può arrivare al traguardo da sola. A 1000 metri dall'arrivo riprendo il corridore di fronte a me, ma non voglio essere crudele, e gli chiede di correre con me; purtroppo è in riservissima e mi dice di continuare da solo.

Ancora un rampa, 300 metri, arrivo. 1h38'46". Ilaria arriverà 25 secondi dopo soddisfatta e come me sfatta.
Tanto caldo, percorso durissimo, forse 100 metri più corto di una mezza.

Però la giornata è stata stupenda, e anche se il mio corpo mi ha tirato un
brutto scherzo, diciamo che mi sono divertito.
Spero l'anno prossimo di riuscire ad affrontarla meglio, perché di sicuro nel 2015 sarò di nuovo là.

Buona Corsa!